di ROSITA SPINOZZI –
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Se dopo aver ascoltato una canzone il refrain ti entra subito in testa, e il giorno dopo ti alzi e lo canticchi senza alcun problema, allora non ci sono dubbi: quella canzone ha fatto centro, e funzionerà. È una prova infallibile. Mudimbi l’ha superata alla grande con “Il Mago”, perché questa mattina erano davvero in tanti a cantare in giro “Va come va, va, come va, va bene anche se male”, compresa la sottoscritta. Fa un certo effetto ritrovare quel bellissimo bambino vicino di ombrellone – al mitico chalet Il Bacio dell’Onda – cresciuto e sul palco dell’Ariston. Allora aveva tre anni. Non sono molto più vecchia di Mudimbi, ma una decina d’anni o poco più cambiano tante cose e, confesso, per me l’emozione è stata doppia vederlo cantare al Festival di Sanremo. Per di più con ottimi risultati, perché ieri sera il “nostro” rapper ha superato brillantemente il giudizio della giuria demoscopica, classificandosi primo, seguito da Ultimo, Eva, Lorenzo Monteiro. Si tratta di un voto parziale, è vero, in quanto tutto potrebbe cambiare e soltanto questa sera si conoscerà il vincitore assoluto della categoria “Nuove proposte”. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, credo proprio che Mudimbi possa farcela perché è decisamente bravo e a suo agio sul palco, dove si muove con eleganza. Inoltre ha una delle poche canzoni allegre del Festival: orecchiabile e con un messaggio alquanto propositivo, che è quello di non arrendersi mai. Trentuno anni, sambenedettese di origini italo-congolese, Michel Mudimbi ha fatto il meccanico per dieci anni, poi ha avuto il coraggio di licenziarsi per inseguire il suo sogno musicale investendo tutti i suoi risparmi per produrre l’album “Michel”, e firmare successivamente un contratto discografico con la Warner. Ed ora eccolo qua, sul palco dell’Ariston dove ha trasformato il rap in magia, per sorridere un po’ e vivere senza lamentarsi, nè soffermarsi troppo sul lato negativo delle cose. Nel testo c’è un riferimento ad Orietta Berti. E non solo per amor di rima (“la verità sta tra due concetti/finchè la barca va e Orietta Berti”), ma anche perchè la canzone di Mudimbi abbraccia la filosofia di vita di “finchè la barca va”. La Berti, che fa il tifo per lui, lo ha invitato a casa accogliendolo con un vassoio di dolci e un suo album autografato. Per Mudimbi Sanremo è – come ha detto nella clip che anticipa la diretta sul palco sanremese – «Un ulteriore punto di partenza. Quindi sono veramente molto curioso di vedere cosa succederà da qui in avanti. Perciò stiamo a guardare». ll rapper gareggia con il codice 21, a dirigere l’orchestra è il maestro Umberto Iervolino. Questa sera Mudimbi tornerà di nuovo ad esibirsi all’Ariston dove, ci auguriamo, saluterà il palco da vincitore. Sarebbe un trionfo meritato perché “Il Mago”, a nostro avviso, è la migliore delle canzoni in gara tra le “Nuove proposte”, quella che resta nelle orecchie e nel cuore, quella che già tutti cantiamo. Poi, “va come va, va, va come va”, Mudimbi la sua magia l’ha già realizzata: oggi non è più un meccanico ma un cantante. Un ottimo cantante, ma anche un esempio per i giovani. Perché nella vita bisogna rimboccarsi le maniche e andare avanti, agire piuttosto che lamentarsi. E non avere mai paura di andare incontro ai propri sogni.








