Grottammare, via l’asfalto dal vecchio incasato

di REDAZIONE –

Approvato il progetto preliminare che riqualifica gli ultimi 80 metri di via Palmaroli –

GROTTAMMARE – L’Amministrazione prosegue nell’eliminazione dell’asfalto dall’ingresso principale del vecchio incasato: è pronto il progetto di fattibilità tecnica ed economica per terminare la riqualificazione di via Palmaroli. L’intervento permetterà di avanzare di altri 80 metri il lastricato in acciottolato, inglobando nel percorso l’Ospitale, l’immobile recentemente recuperato sede di uffici comunali dell’area tecnica e casa delle associazioni. L’opera è prevista nel bilancio comunale per l’importo complessivo di 187.000 euro. L’intervento è in linea con quanto già realizzato in Largo di Porta Maggiore (area dello scavo archeologico e affaccio sul mare), dove l’acciottolato ha sostituito il manto di asfalto.

L’attuale progettazione, infatti, prevede innanzitutto la rimozione dell’asfalto per proseguire con la tipologia architettonica eseguita nel tratto più a nord, e cioè la posa di acciottolato con ricorsi di laterizi. Il rifacimento della pavimentazione, inoltre, darà l’occasione di realizzare l’ammodernamento della rete dei sottoservizi esistenti: verranno sostituite con nuove tubature le condotte delle acque bianche e nere e sistemata la linea della pubblica illuminazione. In concomitanza alle operazioni di scavo, verrà eseguito il recupero del muretto che delimita la strada sul lato est, per l’intero tratto che va dall’Ospitale alla scalinata Liszt.

Il progetto preliminare è stato approvato nei giorni scorsi dalla passata giunta comunale. «Abbiamo voluto approvare e finanziare questo progetto per completare l’opera di rilettura e riqualificazione complessiva dell’accesso al vecchio incasato di Grottammare – afferma il rieletto sindaco Enrico Piergallini –  L’obiettivo è creare uno spazio preliminare a piazza Peretti più ampio ed articolato che prepari lo spettatore a vivere l’atmosfera del borgo prima di giungere nella piazza centrale. Bisogna ricordare a tutti, infatti, che dove oggi sono presenti gli scavi fino a poco tempo fa c’erano macchine parcheggiate».

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