Torna la musica d’autore, il 18 marzo, con Toquinho al PalaRiviera

di REDAZIONE –

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo aver ospitato nel 2017 la prima mondiale del tour di Pat Metheny, San Benedetto torna a essere punto di riferimento dei grandi eventi musicali internazionali. Il 18 marzo alle ore 21,30 all’Auditorium del Pala Riviera, è in programma il concerto di Toquinho che aprirà un breve tour italiano di sole cinque date, per festeggiare 50 anni di successi dell’artista brasiliano.
Sul palco Toquinho sarà accompagnato, oltre che da una band acustica, da Greta Panettieri che duetterà con lui interpretando i brani che hanno contrassegnato tappe importanti della sua lunga carriera. L’evento è patrocinato dal Comune di San Benedetto del Tronto, in particolare dagli Assessorati al Turismo e alla Cultura.
I biglietti sono già in prevendita sul circuito ciaotickets (www.ciaotickets.com)  a prezzi che l’Amministrazione comunale ha chiesto all’organizzazione di Atena Eventi di contenere per favorire la massima affluenza. I posti sono tutti numerati con 4 ordini di posti al costo di 30, 25, 20, 15 euro, più diritti di prevendita.

 LO SPETTACOLO
Questo progetto artistico è un omaggio alla musica brasiliana, e un tributo a tutti quei grandi amici con cui Toquinho ha condiviso tanta musica e poesia. La “saudade” di Tom Jobim, che quest’anno avrebbe compiuto 90 anni, e del suo grande amico e collaboratore Vinicius de Moraes, di Baden Powell, Carlos Lyra, Chico Buarque, Menescal e tanti altri, si trasforma sul palco in uno spettacolo di grande fascino. Il concerto entra direttamente in quell’anima poetica della Bossa Nova e nella magia inconfondibile degli “Afro Sambas”, ripercorrendo tutti i brani che hanno fatto innamorare il pubblico in tutto il mondo. Toquinho, oppure «Toco», come amava chiamarlo Vinicius De Moraes, con la sua voce calda e quel tocco delicato sulla chitarra, insieme alla splendida voce della brasiliana Selma Hernandes, è l’espressione più pura e veritiera della forza e della storia musicale del Brasile.

 IL PROTAGONISTA
Toquinho, pseudonimo di Antonio Pecci Filho (San Paolo, 6 luglio 1946), è un chitarrista e cantante brasiliano di origini italiane. Nonostante i genitori brasiliani di nascita, il cognome di Toquinho denuncia origini italiane. Il nonno paterno era infatti nativo di Toro, in Molise, e la nonna paterna era nata in Calabria. I nonni materni, invece, venivano da Mantova. Da piccolo era chiamato da tutti Toninho, diminutivo di Antonio. Fu sua madre a trasformare il nomignolo nel vezzeggiativo Toquinho, dopo averlo visto accennare a lievi passi di danza. L’artista è cresciuto nel clima musicale degli anni Cinquanta in cui fiorivano le sperimentazioni del pianista Johnny Alf e dei cantanti Dick Farney e Lúcio Alves. Al loro fianco si sviluppavano i germi della bossa nova, grazie ai contributi, fra gli altri, di João Gilberto, Tom Jobim, Vinicius de Moraes, Ronaldo Bôscoli, Roberto Menescal, Carlos Lyra, Baden Powell. Dopo avere imparato a suonare la chitarra sotto la guida del virtuoso strumentista e compositore Paulinho Nogueira, non ancora ventenne decise di intraprendere la carriera musicale dopo aver conosciuto Chico Buarque de Hollanda.

A metà degli anni Sessanta, Toquinho esordì come compositore scrivendo “Lua Cheia” e venne a contatto con l’ambiente artistico e intellettuale che si era radunato a Rio de Janeiro, e lì ebbe occasione di crescere culturalmente e musicalmente grazie alle collaborazioni con gli artisti che qualche anno prima avevano dato vita al sound innovativo. L’incontro che segnò la sua carriera avvenne nel 1969: Toquinho strinse amicizia con il poeta Vinicius de Moraes e si legò a lui in un sodalizio artistico di lunga durata.

Gli anni Settanta lo videro allontanarsi dal Brasile per sfuggire alle pesanti conseguenze del colpo di Stato militare che limitava la libertà di espressione. Insieme a Chico Buarque approdò in Italia, che diventò la sua seconda patria. Dopo un breve rientro nel paese natale, ritornò in Italia dove fu raggiunto da Vinicius e dove lavorò anche con Sergio Endrigo e Sergio Bardotti, oltre a registrare le popolari incisioni con il poeta brasiliano e Ornella Vanoni. Ha inciso sedici album con Vinícius de Moraes e altri dischi collaborando in particolare con Ornella Vanoni (La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria).

È diventato popolarissimo in Italia nel 1969 suonando nel disco “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”, realizzato da Sergio Endrigo, Vinícius de Moraes e Giuseppe Ungaretti , e che è la sua prima incisione in Italia; l’anno successivo ha collaborato con Ennio Morricone nella realizzazione del disco “Per un pugno di samba” di Chico Buarque de Hollanda. Nel 1983 ha ottenuto un notevole successo con l’album “Acquarello”, scritto insieme a Maurizio Fabrizio e Guido Morra,  acclamato sia in Italia che in Sudamerica dove venne pubblicato col titolo “Aquarela” nel quale ha inserito una cover in brasiliano del brano “Tutta ‘n’ata storia” di Pino Daniele. Nel 1990 ha partecipato al Festival di Sanremo cantando in portoghese la canzone di Paola Turci “Ringrazio Dio”. Il titolo della canzone era Nas asas de um violão (Sulle ali di una chitarra). È stato protagonista di due tournée con Fred Bongusto, nel 1993 in Italia e nel 1996 in Brasile; nel 2003 il tour con Grazia Di Michele.