Ronaldo, il giocatore da tremila euro all’ora

di ELIANA NARCISI (ELIANA ENNE) –

Niente festa allo Juventus Stadium per celebrare l’arrivo di Paperon de Paperoni. Lunedì prossimo Cristiano Ronaldo sbarcherà a Torino, ma sono previste solo visite mediche di rito e interviste con la stampa accreditata. Il maxi evento coi tifosi è stato cancellato, si dice per ragioni di sicurezza. Credo si vogliano abbassare i riflettori quel tanto che serve a placare le polemiche per la cifra astronomica pagata dal club bianconero per acquistarlo, e che ha fatto gridare allo scandalo. Basti pensare che gli operai dello stabilimento di Melfi hanno indetto uno sciopero di due giorni dal 15 al 17 luglio per protestare contro la clamorosa operazione commerciale. «Ci viene detto che il momento è difficile e dobbiamo stringere i denti.» dichiarano a chi li intervista «Tutti noi fatichiamo ad arrivare alla fine del mese e la proprietà che fa? Sborsa centinaia di milioni di euro per un solo uomo?»

Premetto che parliamo pur sempre di un investimento privato e non già di una spesa pubblica, si tratta di un’operazione commerciale regolare e legittima sulla quale nessuno può recriminare. Oltretutto, si è scatenato un merchandising pazzesco intorno al suo nome e la sua presenza aumenterà presto anche il valore delle sponsorizzazioni. Insomma, se dovesse segnare gol a profusione, giocare senza mai scheggiarsi neppure un’unghia e consentire alla squadra di vincere di tutto di più, allora magari nei quattro anni di contratto la società sportiva potrebbe persino riuscire a rifarsi dei soldi spesi.

Solo che, sinceramente, il calcio in questi termini non lo considero neppure uno Sport nella sua accezione più nobile e pura, ma semplicemente un mestiere in cui l’obiettivo è guadagnare il più possibile. Ronaldo è un imprenditore che ha scelto di venire a lavorare in Italia a condizioni contrattuali incredibilmente vantaggiose. E come imprenditore ha fatto bene per un sacco di motivi. Penso, ad esempio, che attualmente ha un procedimento penale pendente in Spagna per evasione fiscale, rischia sette anni di carcere, ma da noi si sa, quel reato è considerato quasi una nota di merito nella carriera pubblica.

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