La battaglia di Lorenzo

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di ELIANA NARCISI (ELIANA ENNE) –

Lorenzo ha trentaquattro anni, fa il medico e vive ad Ancona insieme alla fidanzata Martina, che sogna di sposare presto. Lavora in un centro di riabilitazione per malati di Alzheimer e Parkinson e proprio a lui, che ha deciso di spendere la sua vita per curare gli altri, la stessa vita ha giocato un brutto scherzo. Poco meno di un anno fa gli viene diagnosticato il Linfoma non-Hodgkin a grandi cellule di tipo B, un tumore molto aggressivo che, dopo il cranio, lo ha colpito a un’anca. Mesi e mesi di chemio e radio non sono serviti, Lorenzo ha una regressione fisica importante, oggi non cammina più.

I medici gli parlano di una terapia innovativa esistente in Usa, alternativa al trapianto, meno rischiosa e molto efficace. Il problema è che le cure in America sono molto costose. Gli dicono che anche in Italia si sta lavorando per l’adozione di questa tecnica all’Istituto Nazionale Tumori di Milano, bisogna solo attendere che la terapia venga approvata dall’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco. Quanto? Non è possibile prevederlo. «Il problema è che per me il tempo stringe».

La malattia è una sfida e a Lorenzo non manca il coraggio. Non sa come andrà a finire e non ha alcuna certezza di poter vincere, ma lui non teme le sfide. Con l’aiuto di colleghi e amici realizza il sito www.salviamolo.it in cui fornisce tutte le spiegazioni del caso, apre una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundme, gira un video di pochi minuti e lo carica su youtube. Vi invito a guardarlo. Lorenzo si racconta con molta semplicità e chiede aiuto. Non perché lo merita più di altri e neppure cerca di smuovere nella gente chissà quale senso di colpa. La ragione è una sola e la riassume in quattro parole: «Io non voglio morire».

Il video diventa virale su tutti i social. Per una volta la gente non condivide le minchiate di questo o quell’altro personaggio da salotto televisivo o le ultime fake news, ma la storia di un ragazzo come tanti. Sembra l’amico di nostro figlio, anzi no, sembra proprio nostro figlio, nostro fratello, il nostro fidanzato. Lorenzo sembro io.

In quattro giorni le donazioni hanno superato l’obiettivo già di per sé molto alto per poter accedere alle cure in America (si è parlato di 550.000,00 euro iniziali). Una cifra pazzesca che fotografa la dimensione del cuore di una città, di una regione, di una nazione intera. Una storia semplice. Una persona in difficoltà e migliaia di sconosciuti che lo aiutano. Allora è vero che per l’umanità c’è una speranza. In bocca al lupo, Lorenzo!

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