di ROSITA SPINOZZI –
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Non tutti i luoghi sono uguali: alcuni si si limitano a ospitare eventi, altri li trasformano in esperienze. Luoghi in cui la cultura smette di essere cornice e diventa presenza viva, relazione, ascolto. È in questa prospettiva che si inserisce “La Balia Asciutta – Voci intime alla Bodeguita”, una rassegna che a San Benedetto del Tronto continua a distinguersi per la sua capacità di restituire senso e profondità all’incontro umano attraverso la parola. Domenica 19 aprile, alle ore 18.30, il Caffè La Bodeguita aprirà ancora una volta le sue porte a un appuntamento che promette di essere più di una semplice presentazione letteraria. L’iniziativa, promossa insieme all’Associazione Culturale Rinascenza con la direzione artistica di Annalisa Frontalini, si muove infatti su un punto di equilibrio sottile e prezioso: quello che unisce letteratura, teatro e dialogo in un unico spazio condiviso. Al centro della serata ci sarà Valeria Di Felice, poetessa ed editrice, chiamata a raccontare il suo ultimo libro, Il giallo del semaforo (2025). Ad affiancarla troveremo Laura Margherita Di Marco, attrice e drammaturga, che accompagnerà l’incontro con letture e interpretazioni, creando uno scambio vivo tra parola scritta e parola scenica. Dialogherà con l’autrice l’avvocato e poeta Gianni Balloni. Ciò che rende unica questa rassegna è la sua capacità di costruire una comunità temporanea, raccolta e partecipe. Non c’è distanza tra chi parla e chi ascolta, ma una circolarità che si nutre di attenzione e presenza. Anche l’aperitivo che precede l’incontro diventa parte di questo disegno: un momento di soglia, in cui il pubblico entra gradualmente in una dimensione diversa, più lenta, più consapevole. Il format, pur distinguendosi dalla rassegna “In Art” firmata Rinascenza, ne conserva lo spirito: creare connessioni, accendere riflessioni e restituire valore all’incontro.
Valeria Di Felice nel 2010 ha fondato la casa editrice Di Felice Edizioni. Tra le sue pubblicazioni figurano le sillogi L’antiriva (2014), Attese (2016), Il battente della felicità (2018, seconda edizione 2019) e Il giallo del semaforo (2025). Le sue poesie sono state tradotte in diverse lingue – tra cui arabo, nederlandese, spagnolo, romeno – e inserite in numerose antologie internazionali. Ha curato importanti volumi poetici e critici, tra cui La grande madre. Sessanta poeti contemporanei sulla Madre (2016), Alta sui gorghi (2017) e Antonio Camaioni. Nell’ordine del caos (2019), fino ai più recenti lavori editoriali del 2024. Nel suo percorso si inseriscono anche esperienze di traduzione, come L’amore non è abbastanza della scrittrice marocchina Fatiha Morchid e Sonetti e poesie d’amore della contessa Anna De Brémont, pubblicata per la prima volta in Italia nel 2023. Ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Rhegium Julii nel 2024 per l’inedito.
Laura Margherita Di Marco è attrice, docente teatrale, drammaturga e organizzatrice culturale, laureata in Dams – Teatro. Attiva sulla scena dal 1997, ha collaborato con il Teatro Proskenion di Reggio Calabria e nel 2009 ha fondato la Compagnia dei Merli Bianchi, di cui è direttrice artistica. Autrice e interprete dei propri lavori, ha portato in scena spettacoli, reading e progetti di teatro in natura in Italia e all’estero, affrontando tematiche legate ai diritti, alla memoria e alla figura femminile. Tra i suoi lavori più significativi lo spettacolo “Rosetta Malaspina ovvero da un punto dell’eternità”. È impegnata anche nella formazione teatrale, collaborando con scuole e istituzioni attraverso progetti didattici che includono metodologie come il Teatro dell’Oppresso di Augusto Boal. Accreditata Miur, svolge attività di formazione per docenti e laboratori per tutte le fasce d’età. Partecipa a numerosi progetti legati all’impegno civile, ai diritti umani e alla memoria attiva. È inoltre curatrice, insieme al regista brasiliano Dimir Viana, del progetto artistico internazionale “Plurimundi” e referente per il centro Italia dell’associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.
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