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mercoledì, Agosto 12, 2026
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“Où va cet univers?”, un omaggio intimo e vibrante a Léo Ferré all’Accademia Malibran

di ROSITA SPINOZZI –  

L’omaggio di Annick Cisaruk e David Venitucci non è stato soltanto un concerto, ma un atto d’amore verso un autore capace di incarnare, come pochi, la libertà e la vertigine della parola. I due artisti hanno scolpito una lettura personale, ma sempre profondamente rispettosa, dello spirito originario di Ferré. –

ALTIDONA – Dieci anni fa sul palco del Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto rimasi letteralmente folgorata dall’esibizione canora di una dea accompagnata da un funambolico fisarmonicista. Erano Annick Cisaruk e David Venitucci, ospiti del Festival Ferré per il quale hanno dato vita a un intenso omaggio a Léo Ferré, uno dei più grandi poeti e compositori della musica francese. A distanza di dieci anni la magia si è ripetuta nell’elegante cornice dell’Accademia Musicale Internazionale “Maria Malibran” di Altidona che, grazie all’eccellente impegno della direttrice artistica Rossella Marcantoni, è diventata un importante palcoscenico per artisti provenienti da tutto il mondo. Sfidando le intemperie climatiche, sabato scorso (22 novembre) abbiamo risposto numerosi all’irresistibile richiamo della chanson française che si è svelata in tutta la sua bellezza nello spettacolo “Où va cet univers? Hommage a Léo Ferré” con Annick Cisaruk (voix) e David Venitucci (accordéon). Alla leggiadra Alessandra Callarà del Team Malibran l’onore e l’onere di presentare la serata, ringraziando con affetto la signora Marie Christine Ferré e dando il meritato spazio all’introduzione del vulcanico prof. Giuseppe Gennari del Centro Ferré, che ha tenuto una piccola lectio magistralis sulla poetica di Ferré, per poi condividere con il pubblico alcuni aneddoti che lo legano in modo indissolubile al grande chansonnier monegasco: «Un uomo che considerava le rughe come sculture della tenerezza, ricordando a tutti che nella vita è necessario avere tanto coraggio per diventare se stessi».

Poi è arrivata Annick insieme a David, e con loro la percezione che qualcosa di meraviglioso sarebbe accaduto a breve. É iniziato così il viaggio sulle note di La memoire et la mer, Quartier Latin, L’amour fou, la deliziosa Jolie Môme, ed è stato subito incanto perché il duo ha scelto di attraversare il repertorio di Ferré senza “inciampare” nell’imitazione ma in modo sorprendentemente personale. La voce di Annick Cisaruk è meravigliosa: siamo al cospetto di una grande artista che vive, interpreta, abita la canzone, la fa sua in modo generoso per poi trasmetterla a noi con quella vis poetica che rende onore a Ferré. Il viaggio canoro nel Canzoniere di Ferrè è proseguito con altre “perle”: C’est extra, Ton style, Tu n’en reviendras pas, L’affiche rouges, Les assis, Marizibill, La vie moderne, Y en a marre, Où va set univers?, l’iconica Avec le temps, Je te donne, Sur la scène. Gran finale con Annick Cisaruk e Rossella Marcantoni sulle note de L’âge d’or.

Cisaruk e Venitucci hanno scolpito una lettura personale ma sempre profondamente rispettosa dello spirito originario di Ferré. La voce di Annick, capace di passare dal sussurro più confidenziale all’incendio emotivo, ha illuminato la parola di Ferré, restituendole quella dimensione visionaria che l’ha resa eterna. Accanto a lei, la fisarmonica di Venitucci – suona divinamente – non ha svolto un ruolo di mero accompagnamento: è stata un personaggio, un controcanto, un paesaggio emotivo. Formidabili i suoi arrangiamenti musicali: le sue sonorità, ora rugose ora leggere come aria di notte, hanno ampliato le sfumature del racconto musicale. Il risultato è stato un percorso musicale coeso e originale, un omaggio che ha saputo restituire l’essenza di Ferré senza tradirne lo spirito libero, mantenendo al tempo stesso lo sguardo creativo dei due interpreti. Un viaggio denso di sensibilità, in cui ogni pausa, ogni respiro, sembrava avere un peso drammaturgico.

L’Accademia Malibran, con la sua atmosfera raccolta, ha offerto la cornice ideale per questo incontro ravvicinato con l’universo di Ferré: un luogo in cui il pubblico ha potuto percepire la potenza di un repertorio senza tempo e, allo stesso tempo, la freschezza di una reinterpretazione contemporanea. E di questo siamo veramente grati a Rossella Marcantoni, che ogni anno include una serata dedicata a Ferrè nell’ambito del suo vasto repertorio di concerti. L’omaggio di Annick Cisaruk e David Venitucci non è stato soltanto un concerto, ma un atto d’amore verso un autore capace di incarnare, come pochi, la libertà e la vertigine della parola. Un gesto artistico che ha ricordato come le grandi canzoni non smettono mai di rivelarsi, soprattutto quando trovano interpreti capaci di ascoltarle davvero. Una serata di grande intensità, in cui la memoria dello chansonnier si è rinnovata attraverso nuove vibrazioni, entrando in risonanza con il pubblico dell’Accademia Malibran in un equilibrio raro tra rispetto, invenzione e sentimento. 

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