di ROSITA SPINOZZI –
Il vincitore della Borsa di Studio “Giacomo Nicolai 2026” inaugura la rassegna Giovani Interpreti con un recital di straordinario spessore artistico. Lunghi applausi per il ventitreenne pianista australiano, protagonista di una serata destinata a lasciare il segno –
ALTIDONA – Momentum non è soltanto il titolo di un recital pianistico. È una dichiarazione d’intenti. In musica il momentum è quella forza invisibile che tiene vivo il discorso sonoro, la spinta propulsiva che accompagna ogni frase, collega ogni nota, supera gli ostacoli tecnici e conduce l’ascoltatore dentro un flusso continuo di emozioni. Non significa correre, ma dare alla musica un respiro capace di non interrompersi mai. Ed è proprio questa l’impressione lasciata da Adam Adov – protagonista sabato 27 giugno, alle ore 21.15, all’Accademia Malibran di Altidona – nel concerto inaugurale della rassegna Giovani Interpreti 2026. Nato a Sydney, in Australia, Adam Adov ha soltanto ventitré anni, ma possiede già la statura artistica dei grandi interpreti. Il suo è un talento raro, di quelli che lasciano un’impronta fin dal primo ascolto: una tecnica prodigiosa, una profondità interpretativa fuori dal comune e una naturale autorevolezza musicale che trascendono la giovane età. Un pianista eccezionale, uno di quegli artisti che ogni appassionato di musica dovrebbe avere la fortuna di ascoltare almeno una volta nella vita. Attualmente sta conseguendo un Master in Piano Performance con Jon Kimura Parker presso la Shepherd School of Music della Rice University, percorso che conferma una crescita artistica già proiettata verso i più prestigiosi palcoscenici internazionali.
Il giovane pianista è il vincitore della Borsa di Studio “Giacomo Nicolai 2026”, generosamente istituita dall’Avvocato Erminia Fidanza e dal Signor Stefano Nicolai in ricordo del loro amato Giacomo. Un riconoscimento che celebra il talento emergente ai massimi livelli e offre al pubblico la possibilità di conoscere un interprete destinato a lasciare un segno significativo nel panorama pianistico contemporaneo. Il programma scelto per la serata era di quelli che non concedono margini d’errore: dalla limpida eleganza della Sonata in re minore K1 di Scarlatti alle vertiginose difficoltà della Grande Étude de Paganini S.141 n.6 di Liszt su tema di Paganini; quindi la profonda intensità dell’Étude-Tableaux op. 33 n. 3 di Rachmaninoff, fino alla monumentale Sonata in si minore S178 di Liszt, autentico Everest della letteratura pianistica, affrontata con naturalezza, solidità tecnica e una sorprendente capacità narrativa.
Un programma di notevole impegno che ha rivelato, pagina dopo pagina, l’eccezionale talento di Adam Adov. La sicurezza tecnica non è mai apparsa fine a sé stessa: ogni passaggio virtuosistico è stato messo al servizio della costruzione musicale, con un fraseggio sempre vivo, una tavolozza timbrica ricchissima e una maturità interpretativa sorprendente per un artista della sua età. Il pubblico ha percepito fin dalle prime battute quella forza propulsiva evocata dal titolo del concerto: un continuo movimento musicale che non ha mai perso tensione, accompagnando l’ascoltatore in un viaggio tra virtuosismo, poesia e grande repertorio romantico. Fuori dal pianoforte è emerso, invece, un ragazzo di straordinaria semplicità: gentile, sorridente, disponibile, riconoscente verso il pubblico che lo ha accolto con grande calore.
La serata è stata presentata con la consueta eleganza e professionalità da Alessandra Callarà del Team Malibran, che ha dialogato in inglese con il pianista, accompagnando il pubblico alla scoperta del giovane interprete e del programma musicale. Tra gli ospiti della serata anche Giuseppe Di Caro, autentico obiettivo d’eccellenza del cinema italiano e fotografo ufficiale per molti anni dei Premi David di Donatello, che con grande generosità ha messo il suo obiettivo al servizio della serata regalando alla Malibran immagini di grande valore artistico.
Particolarmente intenso il momento dedicato alla Borsa di Studio “Giacomo Nicolai”. Il presidente e direttore artistico dell’Accademia Malibran, Rossella Marcantoni, ha espresso la propria gratitudine nei confronti dell’Avvocato Erminia Fidanza e del Signor Stefano Nicolai: «La vostra scelta di trasformare un dolore così profondo in un’opportunità di crescita per tanti giovani musicisti è un esempio straordinario di un amore che si fa speranza. Grazie a voi, il nome di Giacomo non appartiene soltanto alla memoria di chi lo ha conosciuto e amato, ma continua a vivere nel talento, nell’impegno e nei sogni di ragazzi provenienti da ogni parte del mondo. In questi anni, la Borsa di Studio “Giacomo Nicolai” ha rappresentato molto più di un riconoscimento economico: è stata un autentico trampolino di lancio per musicisti di straordinario valore. Molti dei vincitori sono stati successivamente ammessi nelle più prestigiose istituzioni musicali internazionali».
E ancora: «Questo è il frutto più bello del vostro gesto: sapere che il ricordo di Giacomo continua a generare futuro, eccellenza e bellezza. Ogni successo raggiunto da questi ragazzi porta con sé anche una parte della vostra generosità e rende ancora più vivo il significato della vostra scelta. Il vostro contributo è un messaggio di fiducia nelle nuove generazioni e nella forza della cultura, capace di lasciare un segno profondo nella vita di molti. Grazie per aver scelto di fare della memoria di Giacomo una sorgente di speranza. Grazie per la fiducia che continuate a rinnovare nei confronti dell’Accademia Malibran e dei suoi giovani musicisti. Siamo certi che Giacomo continui a vivere in ogni nota, in ogni concerto e in ogni traguardo raggiunto da questi giovani.»
Durante la serata è intervenuto anche Renato Politi di ADMO Marche – Colline Fermane. Da diversi anni, infatti, l’Accademia Malibran collabora con ADMO Marche – Colline Fermane nell’ambito dei concerti dei Giovani Interpreti, una sinergia fortemente voluta da Rossella Marcantoni per sensibilizzare i giovani tra i 18 e i 35 anni sull’importanza della donazione del midollo osseo, dimostrando come la musica possa diventare anche strumento di solidarietà e responsabilità civile.
Al termine del recital il pubblico ha tributato ad Adam Adov interminabili e calorosi applausi, richiamandolo più volte sul palco. Il bis ha regalato uno degli istanti più suggestivi della serata. Mentre in lontananza i fuochi d’artificio di un matrimonio illuminavano il cielo estivo, il giovane pianista ha scelto la delicatezza di Händel nella poetica rielaborazione pianistica di Wilhelm Kempff. Un finale di raffinata eleganza, quasi sospeso nel tempo, che ha trasformato quelle ultime note in un’immagine destinata a rimanere nella memoria del pubblico. Perché il vero momentum non termina con l’ultimo accordo: continua a vivere nel silenzio che segue, quando la grande musica ha già trovato il suo posto nel cuore di chi l’ha ascoltata. Grazie, Adam, per avercelo ricordato.
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