15.4 C
San Benedetto del Tronto
mercoledì, Aprile 15, 2026
Home Cultura e Spettacolo Bill Evans rivive all’Accademia Malibran, sold out e tripudio di applausi per...

Bill Evans rivive all’Accademia Malibran, sold out e tripudio di applausi per Daniele Di Bonaventura

(foto di Crevida - Adriano Parenti)

di ROSITA SPINOZZI –

«Sono un pianista che suona il bandoneon», ha dichiarato Daniele Di Bonaventura. Sold out e tripudio di applausi per l’artista fermano che ha dato vita a un omaggio intenso e raffinato a Bill Evans, esibendosi sia al pianoforte che al bandoneon –

ALTIDONA – C’è un momento, nei concerti davvero riusciti, in cui il silenzio del pubblico diventa parte integrante della musica. È un silenzio denso, vibrante, quasi necessario. È quello che si è respirato domenica 12 aprile all’Accademia Malibran di Altidona, dove Daniele Di Bonaventura ha dato vita a un omaggio intenso e raffinato a Bill Evans, trasformando un imprevisto in un’occasione memorabile. L’annullamento del concerto di Enrico Pieranunzi per cause di forza maggiore avrebbe potuto lasciare un vuoto difficile da colmare. Invece la serata si è rivelata un autentico trionfo. Di Bonaventura, artista fermano di caratura internazionale, ha saputo conquistare un pubblico delle grandi occasioni, accorso numeroso fino a gremire la sala in ogni ordine di posti. Musicista tra i più originali e apprezzati del panorama europeo, Di Bonaventura è noto per la sua capacità di fondere linguaggi diversi spaziando dal jazz al tango, dalla musica colta alla world music. Bandoneonista (è considerato uno dei più originali e creativi al mondo) e pianista, ha collaborato con alcuni dei più grandi nomi della musica internazionale e si esibisce regolarmente nei principali festival e teatri mondiali. Il suo seguito è ampio e affezionato: un pubblico che riconosce nella sua cifra artistica una rara combinazione di eleganza, profondità e autenticità. All’Accademia Malibran, questa relazione con gli ascoltatori si è manifestata in tutta la sua forza. Il pubblico, estasiato e partecipe, ha seguito ogni sfumatura con attenzione quasi religiosa, dimostrando una competenza e una sensibilità non comuni. In molti, al termine del concerto, hanno parlato apertamente di una delle serate musicali più belle dell’ultimo ventennio.

«Sono un pianista che suona il bandoneon», ha dichiarato con disarmante semplicità Di Bonaventura. Una definizione che racchiude la cifra di un artista capace di attraversare linguaggi e strumenti con naturalezza, senza mai perdere profondità. «Mi fa molto piacere rendere omaggio a Bill Evans, un grande artista che ha composto non molti brani ma tutti meravigliosi». E proprio la meraviglia è stata il filo conduttore del concerto. Da You must believe in spring , Sescape, Rembering the rain a Make someone happy, Very Early, Waltz for Debby, ⁠What are you doing of your life, How my heart sing e altri capolavori, Di Bonaventura ha costruito un percorso musicale intimo e coinvolgente. Particolarmente suggestiva l’esecuzione di You Must Believe in Spring, proposta sia al pianoforte che al bandoneon, in un dialogo timbrico capace di sorprendere e commuovere. Il suo è stato un concerto fatto di ascolto reciproco: tra musicista e pubblico, fra tradizione e interpretazione, tra silenzi e note. Di Bonaventura suona il pianoforte, si concede, interagisce, mette a proprio agio chi ascolta. Accoglie le richieste, dialoga con un pubblico competente e rispettoso, trasformando ogni brano in un momento condiviso.

«Da direttore artistico dell’Accademia Malibran desidero esprimere la mia piena soddisfazione per il successo dell’evento e, al tempo stesso, la gioia personale nell’aver accolto un artista a cui mi lega un rapporto di amicizia di lunga data. È stato per me un onore ospitare Daniele in questa occasione – ha affermato Rossella Marcantoni –. Per me, Daniele rappresenta inoltre un autentico orgoglio delle Marche: un artista che porta con sé, nei più importanti atenei musicali del mondo, la propria identità e le proprie radici marchigiane, contribuendo a dare prestigio alla nostra terra. Un concerto di grande valore musicale e umano, che ha lasciato un’impronta profonda e duratura nel numeroso pubblico presente». E forse è proprio questa la cifra più autentica della serata: non solo l’eccellenza musicale, ma la capacità di lasciare un segno.

L’Accademia Malibran ha donato a tutti i presenti una pausa preziosa, un momento di bellezza condivisa che continuerà a risuonare ben oltre l’ultima nota, confermandosi così “un’isola felice” nel panorama culturale marchigiano: un luogo dove la musica trova la sua privilegiata dimora accompagnata dalla grazia, professionalità ed eleganza di Rossella Marcantoni e Alessandra Callarà, quest’ultima splendida conduttrice della serata. Un plauso anche al Team Malibran. Quando l’ultima nota si è spenta, è rimasta la consapevolezza di aver assistito a qualcosa di raro. Non solo un grande concerto, ma uno di quei momenti in cui musica, luogo e pubblico coincidono perfettamente. Alla fine è rimasta una certezza condivisa: serate così non capitano spesso. E quando accadono, segnano un prima e un dopo, lasciando il segno nella memoria di chi c’era.

Copyright©2026 Il Graffio, riproduzione riservata

(foto di Crevida – Adriano Parenti)