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mercoledì, Agosto 12, 2026
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Festa della Repubblica a San Benedetto, il discorso del sindaco Nicola Mozzoni e l’omaggio ai caduti

di REDAZIONE –

Festa della Repubblica, memoria e partecipazione nel discorso del sindaco Nicola Mozzoni, alla sua prima uscita istituzionale: «La Repubblica non è soltanto una conquista del passato: è una responsabilità del presente e una promessa per il futuro» –

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La città di San Benedetto del Tronto ha commemorato il 2 giugno, anniversario della nascita della Repubblica Italiana, che quest’anno coincide con l’ottantesimo anniversario del referendum istituzionale del 1946. Preceduto dai gonfaloni e dal Concerto bandistico “Città di San Benedetto del Tronto”, il corteo – al quale hanno partecipato autorità civili e militari, associazioni combattentistiche e cittadini – è partito da piazza Bambini del Mondo, dinanzi al Municipio e ha percorso viale de Gasperi, via Curzi, via San Martino, via Galilei, via Gramsci, sottopasso di via Fiscaletti, via Paolini per giungere in largo Onorati, nell’isola pedonale del centro cittadino dove il sindaco Nicola Mozzoni, alla sua prima partecipazione ufficiale alla cerimonia in veste di primo cittadino, accompagnato dall’on. Giorgio Fede e dal Comandante in Seconda della Capitaneria di Porto Francesco Sangermano, ha deposto corone d’alloro dinanzi ai Monumenti ai caduti della Prima Guerra Mondiale e ai caduti per la Libertà. Quindi il corteo si è spostato nella sede dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia – ANMI dove c’è stata la deposizione della terza corona d’alloro dinanzi al Monumento ai caduti in mare.

Di seguito riportiamo il testo del discorso pronunciato dal sindaco Nicola Mozzoni al termine della cerimonia del 2 giugno:

«Buongiorno, saluto e ringrazio per la partecipazione le autorità civili, militari e religiose e tutti i concittadini. Rivolgo un saluto particolarmente caloroso a tutti gli amministratori che si apprestano a iniziare il loro mandato elettorale. Oggi siamo qui per celebrare l’atto di nascita della nostra Repubblica. Il 2 giugno non è una semplice ricorrenza sul calendario ma è una delle date più importanti della nostra storia nazionale. È il giorno in cui il popolo italiano, scelse democraticamente il proprio futuro, dando vita alle istituzioni repubblicane che ancora oggi garantiscono libertà, diritti e partecipazione.

Quel 2 giugno di ottant’anni fa fu anche il giorno di una rivoluzione silenziosa ma epocale: per la prima volta nella storia d’Italia, le donne ebbero accesso al voto politico nazionale. Le lunghe file davanti ai seggi, i volti emozionati delle madri, delle figlie, delle lavoratrici che stringevano la scheda elettorale come il bene più prezioso, rimangono l’immagine più bella di quel giorno. Ottant’anni di storia, di crescita, di sacrifici e di conquiste che hanno contribuito a costruire il Paese che conosciamo oggi. Ottant’anni durante i quali l’Italia ha saputo affrontare momenti difficili, rialzarsi, innovare e guardare al futuro senza mai perdere il senso della propria identità.

È in giornate come questa che il Tricolore assume un significato ancora più profondo. La nostra bandiera accompagna la vita della Repubblica fin dalla sua nascita e rappresenta l’unità nazionale, il senso di appartenenza e i valori che tengono unita la nostra comunità. Guardare oggi il Tricolore significa riconoscersi in una storia comune, fatta di sacrifici, lavoro, impegno e responsabilità. Significa ricordare che, al di là delle differenze, esiste qualcosa che ci unisce: l’amore per l’Italia, il rispetto delle sue istituzioni e la volontà di contribuire al bene comune.

È sotto quei colori che generazioni di italiani hanno costruito il progresso del nostro Paese. Ed è a noi che spetta il compito di custodire questa eredità e trasmetterla alle future generazioni con orgoglio, consapevolezza e senso di responsabilità. Da pochi giorni ho iniziato il mio mandato come Sindaco di San Benedetto del Tronto e provo una profonda emozione nel vivere questa celebrazione come mia prima uscita istituzionale. Non avrei potuto immaginare un’occasione più significativa per iniziare questo percorso. Essere qui oggi, nel giorno della Festa della Repubblica e nell’anno in cui celebriamo il suo ottantesimo anniversario, rappresenta per me un onore e una responsabilità ancora più grande.

La nostra Costituzione continua a essere la bussola che orienta l’azione pubblica. Essa ci ricorda che la dignità della persona, la libertà, la solidarietà e la partecipazione sono valori che devono guidare ogni scelta amministrativa. L’articolo 54 della Costituzione afferma che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. È una frase semplice ma straordinariamente attuale. Disciplina e onore significano mettere sempre il bene comune davanti agli interessi particolari, agire con trasparenza, rispettare le istituzioni e meritare ogni giorno la fiducia dei cittadini.

Questo monito vale per tutti coloro che svolgono funzioni pubbliche, ma oggi lo sento rivolto in modo particolare a me e alla squadra che si appresta ad assumere la guida della città. Il consenso ricevuto dai cittadini non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un impegno quotidiano. Un impegno che intendiamo onorare con serietà, dedizione e spirito di servizio. La Repubblica vive nelle sue istituzioni, ma vive soprattutto nelle comunità locali, nei Comuni, nelle famiglie, nelle scuole, nelle associazioni e in tutti quei luoghi dove ogni giorno si costruisce il bene comune. È qui che prendono forma i valori della democrazia e della partecipazione.

In questo giorno così importante, nel celebrare gli ottant’anni della Repubblica Italiana, rinnoviamo il nostro orgoglio di essere italiani e la nostra volontà di contribuire, ciascuno nel proprio ruolo, alla crescita della nostra Nazione e della nostra città. La Repubblica non è soltanto una conquista del passato: è una responsabilità del presente e una promessa per il futuro. Buona Festa della Repubblica a tutti voi. Viva San Benedetto del Tronto, viva le Marche, viva l’Italia e viva la Repubblica».

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