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mercoledì, Agosto 12, 2026
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Concorso Letterario “Massimo De Nardis” al Circolo Nautico Sambenedettese, ecco i vincitori

di REDAZIONE –

Domenica scorsa, al Circolo Nautico Sambenedettese si è svolta  la XXIII edizione del Premio per un racconto di mare. Ecco i vincitori –

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica scorsa, 26 luglio, in occasione della cena della festa della Madonna della Marina presso il Circolo Nautico Sambenedettese, si è svolta la premiazione dei vincitori del Concorso Letterario “Massimo De Nardis” riservato agli studenti delle scuole italiane secondarie di primo e secondo grado, autori di un racconto originale e inedito sul tema del mare. Il concorso, giunto alla XXIII edizione, è in memoria di Massimo De Nardis, medico amato e stimato, marinaio forte e coraggioso nonché scrittore di talento. Vincitrice della categoria A, dedicata alle scuole secondarie di primo grado, è risultata Lavinia Madeo, dell’Istituto Comprensivo “Elena Lucrezia Cornaro Piscopia” di Crosia-Mirto (CS), con il racconto “Dove Finisce”.

Il racconto – si legge nella motivazione –“centra perfettamente il tema assegnato. Il canto del mare è struggente, ma va oltre il suo spazio fisico e termina in tutte quelle menti e quei cuori che lo ascoltano e lo ricordano. In questo modo il mare è come una persona, la miglior compagnia dei vari personaggi e delle varie vite che attraversa. Il racconto è scritto bene e sviluppato con uno stile poetico che resta efficace e non retorico o edulcorato. Nonostante una lunghezza contenuta, la capacità di sintesi è un ulteriore pregio del lavoro. L’originalità è più che significativa e il messaggio di condivisione e speranza riesce a conferire al lettore positività, oltre che il piacere della fruizione dell’opera”.

Nella categoria B, alla quale potevano iscriversi autori delle scuole secondarie di secondo grado, si è imposto Lorenzo Trentin,  studente del Liceo Scientifico “G.Galilei” di Macerata, con un racconto dal titolo “Il respiro del sale”: pur restando all’interno del tema dato, si legge nella motivazione, “il racconto riesce con grande originalità a essere impegnato in chiave ambientalista, dove attraverso una fantasiosa ma efficace distopia si prospetta l’importanza del mare per la vita degli uomini e per il pianeta. La lingua usata e padroneggiata in modo pieno, con una forma gradevole e accattivante. Il finale in buona parte lieto non è edulcorato, ma lascia aperta la porta della speranza sia pure in modo convenzionale, visto il meccanismo narrativo creato. In realtà, è molto ampio e corale e la citazione poetica non solo appare pertinente, ma non dà mai l’impressione di essere un espediente di facile realizzazione, piuttosto la degna conclusione di un lavoro compiuto, speciale e armonico in tutte le sue componenti”.

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