“Le verità dell’anima”, a Chieti la presentazione della nuova silloge del poeta Stefano Maria Simone

di REDAZIONE –

CHIETI –  Verrà presentata sabato 25 maggio alle ore 17, nella splendida cornice della Nuova Libreria Bosio, la nuova silloge del poeta e scrittore teatino Stefano Maria Simone intitolata “Le verità dell’anima”, per le edizioni di Irdidestinazionearte. La copertina è stata realizzata da Francesca Gizzarelli mentre le illustrazioni che arricchiscono la raccolta, sono opera dell’artista teatina Valeria Di Toro. La prefazione del noto critico letterario Massimo Pasqualone afferma che “Vive il tempo dell’inquietudine e della meditazione con l’utilizzo della parola poetica il poeta Stefano Maria Simone, con un verso che si fa malinconia ed al contempo bellezza, sulla scia dell’amore, fiume carsico della raccolta che, a vent’anni, si mostra incomprensibile, con le sue bizze e le sue non ragioni. La poesia, allora, si fa compagna fedele, diario segreto, quaderno di lamentazioni, che prova a descrivere quello che accade, quello che dovrebbe essere ed anche quello che non dovrebbe essere. Non mancano colti riferimenti ai poeti amati, alla classicità che emerge tra le pagine e si fa modernità, per una poesia che propugna la conoscenza del qui ed ora della vita. Stefano Maria Simone, alla sua seconda prova poetica, e carico di successi e di riconoscimenti, prosegue il suo percorso zetetico alla ricerca del sé più profondo, quello che solo la poesia può svelare, perché, con Saba, l’opera d’arte è sempre una confessione, un cercarsi per ritrovarsi, quando le tempeste della vita si fanno potenti, ma il sorriso e la voglia di combattere, nonostante i nonostante, vincono tutto.”

Mentre, all’interno della postfazione a cura della professoressa Nella Martino si precisa che “Le verità dell’anima, almeno nell’intento dell’autore, avrebbero dovuto costituire la naturale prosecuzione di quel sentire poetico, che aveva manifestato al suo debutto con  “Amarillys. Lacrime di passione”. L’ispirazione poetica, però, nel suo volare libero, ha esplorato nuovi orizzonti e nuove situazioni, dilatandosi in un universo più ampio e, per certi versi, anche più strutturato dal punto di vista artistico. Se nella prima fortunata raccolta prevaleva l’urgenza di chiarire i contorni della passione amorosa e degli effetti spesso dolorosi, che genera nell’animo del poeta, qui, invece, è posto l’accento sull’amara consapevolezza dell’impossibilità di connettere con il sentimento amoroso mondi interiori diversi. L’amore è visto come una forza portentosa che, pur sprigionandosi impetuosa, rimane solo in potenza e il poeta, rinchiuso nei confini del proprio io, molte volte, la subisce, restandone travolto. Poiché non si verifica nessuna condivisione empatica dei sentimenti tra gli amanti, rimane cantore di se stesso in un solipsismo spesso autoreferenziale in un contesto di amara e cocente disillusione. Le varie muse ispiratrici del poeta saranno anche persone reali, incontrate forse in varie occasioni di vita, ma qui perdono i contorni della contingenza e della fisicità in un gioco aoristico di proiezioni intellettuali e si fanno archetipi dei caratteri dell’universo femminile, che oscillano dalla lusinga alla dolcezza, alla scaltrezza, al fascino della seduzione e infine alla freddezza della razionalità, così come si evince anche dagli pseudonimi delle dediche. L’amore, però, non è l’unico sentimento cantato dall’autore: la speranza nella forza della parola poetica, che svela la conoscenza e la soglia del futuro, il dolore per una perdita fisica e intellettuale, la cocente disillusione sulla vanità delle certezze, sulla ragione e sulla teleologia della vita umana e dell’universo, la pace e l’inquietudine nel contemplare un’alba o un tramonto o il firmamento o il moto incessante delle onde del mare. I sentimenti appunto sono le verità dell’anima che incatenano il poeta, novello Odisseo, all’albero della nave e, infine, lo salvano dal canto ammaliatore di molte sirene e gli permettono di varcare il mare dell’infinito. Anche dal punto di vista stilistico la raccolta si rivela composita, con molte ascendenze poetiche e letterarie note, che, lontane dalla mera imitazione, costituiscono strumenti espressivi di autentico sentire.”

Alla presentazione partecipano in qualità di relatori la prof.ssa Nella Martino, archeologa ed ex docente di materie letterarie; il critico d’arte e letterario, prof. Massimo Pasqualone; il prof. Tiziano Viani, docente di lettere. Saluti iniziali del direttore della libreria, Antonio Di Giosafat ed interventi da parte del comparto artistico. Sarà presente l’autore.  Stefano Maria Simone nasce a Chieti l’8 settembre 2002. È iscritto alla facoltà di lettere classiche dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti. Nel 2022 ha presentato la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Amaryllis, lacrime di passione”, edizioni Irdidestinazionearte, con prefazione di Massimo Pasqualone e seconda classificata al Premio Internazionale Luca Romano 2023. Sempre nel 2022 viene insignito del premio Internazionale “Gabriele Basile” e del premio Internazionale di Letteratura “Francavilla Urban Festival” con la composizione “Vuoti interiori” che conquista il primo posto. Dal 2022 entra a far parte del comitato scientifico dell’associazione culturale “Irdidestinazionearte” presieduta dal critico letterario e d’arte Massimo Pasqualone.  Nel 2023 partecipa al simposio “Thaumazein”, in occasione del Francavilla Urban Festival e, sempre nel 2023, viene insignito nuovamente del premio Internazionale di Letteratura “Francavilla Urban Festival”. É membro della giuria tecnico scientifica del Premio Marrucino 2024 che si è svolto nell’omonimo teatro teatino. Da gennaio 2024 collabora con il Giornale di Chieti e  tiene spesso alcune conferenze sull’italianistica presso l’Università del Sapere di Scafa.

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