Le opere di Virginia Mori in mostra dal 9 dicembre presso Fiuto Art Space di Ripatransone

di REDAZIONE –

RIPATRANSONE – “Un giardino è cominciato, l’altro non esiste più” è il titolo della mostra di Virginia Mori, a cura di Alex Urso, allestita presso Fiuto Art Space e aperta al pubblico a partire dal 9 dicembre 2023, giorno dell’opening, fino al 27 gennaio 2024.  Siete mai entrati in un sogno che non era il vostro? La domanda non vuole nascondere un
rebus, ma è uno stimolo a immaginare le opere di Virginia Mori come delle porzioni oniriche nelle quali il pubblico è invitato a calarsi per qualche secondo. Classe 1981, l’artista è nota per le sue eleganti e grottesche illustrazioni in bianco e nero. Si tratta di disegni dalla linea gentile e minimale, che entrano in risonanza con il mondo emotivo di chi li osserva. «Mi interessa il tema dell’inconscio, come il nostro cervello lavora e perché produce certe immagini» dichiara l’autrice, che negli anni ha collaborato con riviste e case editrici tra le più importanti su scala internazionale.

Concepita come una “finestra” sulla produzione dell’artista, con opere che toccano alcuni dei temi e delle tecniche a lei più cari, la mostra “Un giardino è cominciato, l’altro non esiste più”, a cura di Alex Urso, presenta una selezione di stampe e disegni a biro, alcuni dei quali mai esposti prima. Protagonisti dei singoli lavori sono creature umane e animali imprigionati in una dimensione noir e attraente. Di fronte a molte di queste scene percepiamo dubbio, forse malinconia, eppure non possiamo sottrarci dal guardarle ancora un po’ – come un lettore immerso in una storia macabra da cui però non vuole uscire, anche solo per il gusto di conoscerne il finale. Questa duplice natura che seduce e intimorisce, è il fil rouge che attraversa l’intera produzione dell’artista, rendendo ogni suo disegno il frammento di una fiaba. In relazione a questa straniante convivenza di opposti, l’utilizzo di un medium “umile” come la penna a sfera diventa determinante.

Potreste infatti immaginare uno strumento migliore per codificare le atmosfere surreali evocate dall’artista? «La penna è un mezzo che abbiamo tutti tra le mani da quando iniziamo la scuola.racconta Virginia MoriIl fatto è che poi ho continuato ad approfondirne le capacità, e quindi a capire che può essere molto versatile». Da questo strumento leggerissimo e quotidiano prendono forma le allegorie silenziose dell’artista: scene ambigue e a tratti ironiche, popolate da conigli e gatti neri, bambini disobbedienti e figure femminili che sembrano uscite da un film di David Lynch. Massiccia e reiterata è inoltre la presenza di elementi riconducibili alla sfera dell’inconscio e della psicoanalisi: specchi rotti, labirinti, poltrone barocche e letti sui quali gli amanti giacciono come lottatori stremati dopo la battaglia.

Fiuto Art Space è visitabile venerdì, sabato e domenica. Tutti gli altri giorni è possibile visitare la galleria su appuntamento: info@fiutoartspace.com / 3886040199.

Copyright©2023 Il Graffio, riproduzione riservata