Elezioni regionali, D’Erasmo: «Spinta al Terzo Settore per rigenerare la società e l’economia»

Foto@Umberto Candiani

di REDAZIONE –

ASCOLI PICENO – «Durante questi ultimi giorni di campagna elettorale voglio parlare con forza del Terzo Settore, essenziale per la comunità e in forte crescita nella Regione Marche. Un patrimonio unico che merita una particolare attività di valorizzazione e sostegno, e per il quale mi impegno con decisione e costanza» dichiara Paolo D’Erasmo, candidato con il Partito Democratico alle Elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale, per il collegio della Provincia di Ascoli Piceno. Ad oggi nelle Marche si contano oltre 2000 organizzazioni che impiegano, a vario titolo, oltre 45000 operatori in settori strategici: dal socio-assistenziale e sanitario, alla cultura, alla valorizzazione del patrimonio artistico-culturale e paesaggistico, alla tutela ambientale e dei diritti, così come nella protezione civile e nei servizi educativi, ricreativi, sportivi.

«Con le emergenze che si sono abbattute ripetutamente sul nostro territorio, la crisi economica prima, i terremoti poi e, più recentemente, Il Covid, abbiamo assistito ad un aumento delle diseguaglianze sociali e delle povertà, che hanno esposto molte persone a grandi difficoltà. In questo stato di crisi il Terzo Settore ha prontamente reagito aiutando le comunità attraverso una capillare rete di interventi. Sono stati infatti moltissimi gli operatori che si sono spesi generosamente nell’emergenza sanitaria in senso stretto, a partire dai volontari della protezione civile, per arrivare al generoso impegno di tutto il Non Profit che ha affrontato le più drammatiche esigenze sociali.

È chiaro quindi, oggi più che ieri e nelle Marche come dovunque, quanto il Terzo Settore abbia assunto un ruolo da protagonista nella generazione di relazioni, nella ri-generazione del tessuto sociale come di quello economico, nella tenuta della coesione sociale, promuovendo attivamente forme di mutualità, di cittadinanza e di partecipazione democratica. Se, come ho detto spesso, sono fermamente convinto che debba essere messa al centro dell’azione politica  la partecipazione democratica e la cooperazione, ritengo che sia assolutamente necessario ripartire dalle comunità e dall’impegno civico diffuso dei territori, per affrontare con coraggio e lungimiranza le sfide che dobbiamo affrontare. Una fase lunga e faticosa, che necessita di straordinarie energie e che non può essere affrontata senza il Terzo Settore, sul quale bisogna credere e investire» continua D’Erasmo.

«Necessario, quindi, lavorare al rafforzamento del Terzo Settore sviluppando o rafforzando le reti sociali in chiave territoriale, potenziando le competenze strategiche e ampliando le disponibilità di carattere finanziario. Tutto ciò sarà possibile solo ponendo al centro la coprogettazione, favorendo processi partecipativi dal basso; lavorando adeguatamente per favorire l’organizzazione del servizio regionale competente per la gestione del Registro Unico Regionale del Terzo settore (RUNTS); investendo e dedicando risorse alla formazione e alla ricerca al fine di potenziare le competenze manageriali, strategiche ed innovative che possono dare nuovo impulso al Terzo Settore a livello regionale; intercettando e mettendo a disposizione gli strumenti e il sostegno che già arrivano dall’Europa, che basta saper cogliere e utilizzare.

Inoltre, raccogliendo le istanze del Terzo Settore, penso sia strategico sviluppare anche una piattaforma dedicata esclusivamente al rapporto tra Regione e Non Profit. Un luogo nel quale far emergere in completa trasparenza tutte le innovazioni, i progetti, le attività di questo mondo ricchissimo di iniziativa per dare visibilità a ciò che già viene fatto, ma soprattutto per lasciare spazio a idee e proposte, oltre a informazioni di servizio, bandi, possibilità di formazione, e così via. Uno spazio di comunicazione e condivisione diretto, aperto e trasparente, quindi, tra la Regione e gli Enti del Terzo Settore, un punto di riferimento con il quale fare comunità e crescere insieme» conclude il candidato.

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