di ANTONIO DE SIGNORIBUS –
Dalla memoria di Maria Malibran al Premio Internazionale alla Carriera 2026, un percorso tra cultura, musica e territorio –
ALTIDONA – Due date da ricordare: il 12 e il 13 settembre. Sabato 12 settembre, nella suggestiva cornice della Sala Colonna dell’Accademia Malibran, si terrà la conferenza del prof. Piero Mioli, storico della musica, musicologo e Presidente dell’Accademia Filarmonica di Bologna, dedicata alla figura e all’arte di Maria Malibran. Domenica 13 settembre, invece, al Teatro Luigi Mercantini di Ripatransone, con il conferimento del Premio Internazionale Maria Malibran alla Carriera 2026, si compirà un percorso che nasce da una precisa idea di cultura: riconoscere il valore, custodire la memoria e celebrare l’eccellenza artistica come patrimonio vivo della nostra comunità e del nostro Paese. Accompagnerà al pianoforte il Maestro Davide Martelli. Le serate saranno presentate da Alessandra Callarà. «Non sono dunque soltanto due appuntamenti – riferisce Rossella Marcantoni, eccezionale direttore artistico dell’Accademia – ma due momenti di una stessa visione. Da una parte, la riflessione sulla figura straordinaria di Maria Malibran (Parigi 1808-Manchester 1836) artista capace di attraversare il proprio tempo lasciando un segno ancora oggi universale; dall’altra, il riconoscimento a personalità che, attraverso percorsi differenti, hanno dedicato la propria vita all’arte, alla musica e alla cultura». I vincitori del Premio Internazionale Maria Malibran alla Carriera 2026 sono: Eva Mei, Andrea Concetti, Federico Mondelci, Giuseppe Di Leva, Giuseppe Gennari e Sergio Ragni.
«Sei figure diverse per formazione, esperienza e linguaggio artistico, ma unite da un elemento fondamentale, quello che considero il vero valore di ogni percorso: il talento sostenuto dal rigore, la passione accompagnata dalla disciplina e una vita interamente dedicata alla propria arte» spiega Rossella Marcantoni «A questo progetto portano il loro prezioso contributo anche Sandro Pezzoli, con la sua profonda competenza nel mondo del vetro e dell’arte, e Andrea Zepponi, scrittore e giornalista, attento interprete e divulgatore della cultura. Due professionalità differenti e complementari, capaci di ampliare e arricchire il significato di un’iniziativa che vuole mettere in relazione linguaggi, esperienze e saperi. Particolare valore assume la Palma d’Oro in vetro di Murano, realizzata dal maestro Andrea Salvagno: un’opera che diventa essa stessa simbolo del Premio e dell’idea che lo sostiene. In essa si incontrano arte, tradizione e alto artigianato italiano, in una sintesi che restituisce concretezza e bellezza al concetto stesso di eccellenza. Un sentito e particolare ringraziamento va al Comitato Tecnico Scientifico dell’Accademia Malibran, per la competenza, la sensibilità e il prezioso lavoro svolto nella costruzione e nella valorizzazione di questo progetto culturale».
«In qualità di Direttore Artistico, sento che iniziative di questo livello non rappresentano semplicemente un programma da realizzare, ma una responsabilità culturale da assumere. Abbiamo il dovere di non lasciare che il patrimonio artistico e umano del nostro tempo si disperda. – conclude Rossella Marcantoni – Abbiamo il dovere di riconoscere il merito, di dare voce a chi ha costruito la propria storia attraverso l’impegno e la dedizione, e soprattutto di creare occasioni nelle quali la memoria non sia soltanto celebrazione del passato, ma diventi strumento per orientare il futuro. È questa, in fondo, la ragione più profonda del Premio Maria Malibran: custodire la memoria, valorizzare il merito e trasformare l’eccellenza in un patrimonio da trasmettere alle future generazioni. Perché la cultura, quando è autentica, non si limita a ricordare ciò che è stato: costruisce ciò che saremo». Info: 338.8219079.
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