di REDAZIONE –
Al Circolo Nautico Sambenedettese un racconto narrativo e musicale dedicato alla nascita della band che ha cambiato per sempre la storia della musica popolare –
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dopo il viaggio nella cultura francese proposto dall’appuntamento del 7 agosto, la rassegna In Art, ideata dall’Associazione Culturale Rinascenza con la direzione artistica di Annalisa Frontalini e il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto, prosegue con una serata dedicata a una delle vicende artistiche più straordinarie del Novecento. Mercoledì 12 agosto, alle 21.15, al Circolo Nautico Sambenedettese, andrà in scena “E poi il mondo li chiamò Beatles. Dentro le vite, i legami e le ferite di una storia irripetibile”, uno spettacolo che intreccia narrazione e musica per riportare il pubblico nel tempo in cui tutto ebbe inizio, quando quattro ragazzi di Liverpool non erano ancora un mito, ma soltanto giovani alla ricerca del proprio posto nel mondo. C’è sempre un istante, prima che nasca una leggenda, in cui il destino sembra ancora una possibilità tra tante. È proprio quell’istante che lo spettacolo sceglie di raccontare, seguendo il percorso umano e artistico di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, dalle strade della Liverpool del dopoguerra ai primi concerti, dalla festa parrocchiale di Woolton all’esperienza di Amburgo, fino al Cavern Club, luogo simbolo della loro definitiva consacrazione.
Al centro del racconto non c’è soltanto la nascita della band destinata a rivoluzionare la musica popolare, ma soprattutto il percorso di quattro giovani amici, le loro fragilità, gli incontri, i legami, le perdite e le ferite che hanno contribuito a costruire un linguaggio artistico capace di attraversare generazioni e confini. Il testo è di Rosa Sanrocco, che conduce il pubblico attraverso episodi, curiosità e dettagli poco conosciuti, restituendo ai Beatles la loro dimensione più autentica e profondamente umana. In scena l’attrice Giulia Salvarani, darà voce e corpo ai personaggi e alle atmosfere del racconto. La parte musicale sarà eseguita da un ensemble composto da Letizia Rossi (voce), Giovanni Matticari (pianoforte), Massimo Manzi (batteria), Marco Salvarani (contrabbasso) e Giacomo Lelli (flauto) musicisti provenienti da percorsi artistici differenti ma accomunati da una lunga esperienza concertistica e da una profonda sensibilità interpretativa.
In questo intreccio di parole e musica, il pubblico sarà accompagnato dentro una storia che appartiene ormai all’immaginario collettivo, ma che continua a emozionare perché parla di sogni, amicizia, talento e della forza imprevedibile con cui la vita, talvolta, cambia il corso della storia. Una serata in cui narrazione e musica si intrecciano per riportare al centro non soltanto la grandezza artistica, ma soprattutto l’umanità da cui tutto ebbe origine. L’ingresso è gratuito, è gradita un’offerta consapevole.
ROSA SANROCCO
Giornalista pubblicista, Rosa Sanrocco scrive racconti, poesie e testi teatrali. Predilige le storie vere, soprattutto quelle in cui la realtà riesce a sorprendere più della fantasia. Nella vita professionale si occupa di protezione dei dati, servizi istituzionali e innovazione digitale. Alcuni suoi testi sono stati interpretati da Cesare Bocci, Gianmarco Tognazzi e Stefania Rocca; ha partecipato come attrice e intervistatrice a uno spettacolo con Michele Mirabella. Ha un debole per gli archivi, le coincidenze e i Beatles. Dagli archivi ha imparato il metodo, dalle coincidenze la fiducia, dai Beatles che certe passioni non si discutono.
GIULIA SALVARANI
Attrice nata ad Ancona nel 1991, Giulia Salvarani si diploma nel 2014 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Nel corso della sua attività teatrale lavora con attori e registi quali Lino Musella, Paolo Mazzarelli, Davide Iodice, Fabio Condemi, Leonardo Lidi e Nicoletta Robello. Per il cinema e la televisione prende parte a produzioni Rai Fiction/Endemol, Netflix e Sky, collaborando, tra gli altri, con Francesco Lagi e i fratelli D’Innocenzo. Alla formazione attoriale affianca quella musicale: consegue il diploma in pianoforte complementare presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, dove frequenta anche la classe di violoncello dal 2004 al 2008.
LETIZIA ROSSI
Cantante, Letizia Rossi intraprende a nove anni il percorso di studi che la conduce al diploma di pianoforte classico. A sedici anni si dedica allo studio del canto, avvicinandosi inizialmente al jazz per poi approfondire il canto lirico, specializzandosi nella musica da camera e nel repertorio barocco. La sua ampia formazione e la versatilità vocale le consentono di affrontare repertori che spaziano dal jazz alla musica rinascimentale e classica, dai lieder alla musica da camera, dalle arie d’opera fino alla musica sacra. Si è esibita in numerosi teatri e sale da concerto delle Marche, anche in qualità di direttrice di coro. È docente presso l’Istituto Ars Musica di Chiaravalle, dove insegna pianoforte, canto lirico e canto moderno, ed è direttrice della Corale Polifonica Santa Maria in Castagnola.
MASSIMO MANZI
Batterista tra i più apprezzati del panorama jazz italiano, Massimo Manzi ha partecipato alla registrazione di oltre duecento album. All’inizio degli anni Ottanta entra a far parte della Marche Jazz Orchestra, diretta da Bruno Tommaso, con la quale si esibisce nei principali festival nazionali. Nello stesso periodo collabora con importanti protagonisti del jazz internazionale, tra cui Al Cohn, Tal Farlow, Al Grey, Eddie “Lockjaw” Davis, Bobby Watson, Jimmy Knepper, Mike Melillo e Massimo Urbani. All’inizio degli anni Novanta avvia una lunga collaborazione con Ares Tavolazzi e Ray Mantilla, tenendo concerti in tutta Europa, con una presenza costante in Spagna, dove si esibisce frequentemente al Cova del Drac di Barcellona e al Café Central di Madrid. Nel 2000 pubblica il suo primo album da leader, Quasi sera, cui si affiancano una ventina di incisioni realizzate con il Renato Sellani Trio. Tra le esperienze internazionali figurano concerti con Pat Metheny in occasione della XXX edizione di Ravenna Jazz, oltre a esibizioni all’Heineken Jazz Festival di San Juan e al celebre Birdland di New York.
GIACOMO LELLI
Flautista, Giacomo Lelli si avvicina alla musica all’età di sei anni e si diploma nel 1988 presso il Conservatorio “G. Braga” sotto la guida del maestro Sandro Carbone. La sua versatilità lo conduce ad attraversare linguaggi musicali differenti, dalla musica classica al jazz, dal rock alla canzone d’autore, collaborando con artisti di rilievo nazionale e internazionale. Per ventisei anni affianca Goran Kuzminac, collaborando inoltre con Flavio Oreglio, Andrea Vercesi nel duo The Poet & The Painter, Clive Bunker, storico batterista dei Jethro Tull, Ian Anderson, leader della storica band britannica, e Lincoln Veronese, con il quale collabora dal 1999. Attualmente è impegnato in numerosi progetti, tra cui il gruppo SAMBENE, il progetto JAZZMANDOIT con Cristiano Corradetti, Emanuele Di Teodoro, Massimo Manzi e Giammarco Polini, la partecipazione al disco SE dello stesso Corradetti, il duo con il pianista Daniele Seconi, collaborazioni con il gruppo Osanna e il Paolo Capodacqua Trio, insieme a Giuseppe Morgante, formazione con la quale ha partecipato al Premio Tenco 2023 di Sanremo.
GIOVANNI MATTICARI
Pianista jazz, Giovanni Matticari si forma frequentando i corsi di specializzazione del CAM di Firenze, studiando con Luca Flores, Andrea Di Puccio, Francesco Maccianti e Martina Grossi, e successivamente quelli di Siena Jazz, dove approfondisce il proprio percorso con Franco D’Andrea e Bruno Tommaso. Ha collaborato con l’Orchestra CAM, diretta da Andrea Di Puccio, con la Duke of Abruzzi Big Band, diretta da Andrea Fabbri, e con la Jazz Orchestra Signa e la Chianti Mood Big Band, formazione con cui continua tuttora a esibirsi. Nel corso della sua attività con la CAM ha accompagnato solisti di fama internazionale quali Paolo Fresu, Maurizio Giammarco e Mario Raja. Con il quartetto Wild Springtime ha inciso un CD. In ambito internazionale si è esibito in Germania, tra Reutlingen e Stoccarda, e in Francia, a Pantin, nei pressi di Parigi, con la Duke of Abruzzi Big Band.
MARCO SALVARANI
Contrabbassista, Marco Salvarani si diploma al Conservatorio di Pesaro sotto la guida di Bruno Tommaso. È stato tra i fondatori e contrabbassista stabile della Marche Jazz Orchestra, diretta dallo stesso Tommaso, con la quale ha inciso due album, tenuto numerosi concerti in tutta Italia e collaborato con alcuni tra i più importanti protagonisti del jazz italiano e internazionale, tra cui Renato Sellani, Enrico Rava, Giorgio Gaslini, Evan Parker, Paolo Fresu, Giancarlo Schiaffini e Gianluigi Trovesi. Ha fatto parte del trio del pianista e organista Eugenio Giordani, insieme a Massimo Manzi. Nel corso della sua carriera ha partecipato, con diverse formazioni, a registrazioni radiofoniche e televisive per la RAI e ha svolto un’intensa attività concertistica anche nell’ambito della musica sinfonica e cameristica. Con “E poi il mondo li chiamò Beatles. Dentro le vite, i legami e le ferite di una storia irripetibile”, In Art propone uno spettacolo che va oltre il racconto di una delle band più celebri della storia della musica. È un viaggio dentro le relazioni, le scelte, gli incontri e le fragilità che hanno preceduto il mito, restituendo ai Beatles il volto di quattro ragazzi che, senza poterlo immaginare, hanno cambiato per sempre il Novecento.
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