di GIAMPIETRO DE ANGELIS –
Un incontro inaspettato e per certi versi misterioso: quello con la coccinella dorata dai puntini bianchi, piccolo coleottero – neanche mezzo centimetro – che personalmente non avevo mai visto e neanche immaginato. Ed ecco che, in un bel sentiero di montagna, me lo ritrovo a passeggiare sul braccio, per niente intimorito, come se la mia maglia blu fosse il suo habitat naturale. Il contesto è quello di un trekking in una piacevole domenica di novembre dalla temperatura primaverile, sui monti dell’Appenino tra le province di Ascoli Piceno e Teramo, nei pressi di Colle San Marco.
Un percorso ad anello organizzato da DinamicaMente Outdoor, con Tonino Luciani, Guida Ambientale Escursionistica e Istruttore di Nordic Walking, ad incontrare angoli di storia con suggestivi romitori e tipiche caciare, e paesaggi meno noti e, quindi, ancora più interessanti, con quel tocco di senso d’avventura che aggiunge gratificazione all’incedere nei boschi su sentieri e rocce che sempre restituiscono, al camminatore attento, quella consapevolezza di muoversi all’interno di un fascino unico: siamo in presenza di qualcosa che è testimone dell’evoluzione del pianeta. Le rocce, infatti, registrano la storia geologica della Terra, ci forniscono preziose informazioni sull’età e sugli eventi come gli impatti meteoritici e la formazione della crosta terrestre, ma soprattutto ci ricordano la necessità del rispetto.
Nello specifico, il cammino comprende l’esplorazione della Montagna dei Fiori, uno dei Monti Gemelli, percorrendo un bellissimo anello di 10 km con 500 metri di dislivello. Un itinerario davvero ricco di storia: fu utilizzato dai monaci medievali per raggiungere i loro romitori, dai pastori diretti ai pascoli – come testimoniano le caciare ai bordi del sentiero – e persino dai briganti in fuga dopo le loro scorribande. Da parte nostra è emozionante passare per quei stessi tracciati e prendere visione dei reperti. Poi, c’è il ricordo fornito dalle croci poste a memoria di soldati e partigiani che su quei monti e quei sentieri hanno incontrato il loro destino.
Lungo questo tragitto fascinoso e dal sentore spirituale c’è stato l’incontro con l’Halyzia sedecimguttata (ma sul nome scientifico ci sono discordanze). Un coleottero “gentile”, curioso, tranquillo e che non aveva intenzione di andare altrove. Bellissimo nel suo colore giallo oro, con puntini bianchi perfettamente delineati. Ammetto che il vederlo all’improvviso sulla maglia, vicino alla mano, mi ha emozionato, portandomi a fermarmi per osservare, preso da stupore, non conoscendo questa tipologia di coccinella. Così come i compagni di cammino. La curiosità è stata collettiva: non capita tutti giorni e forse non ci sarà un’altra occasione per incontri inusuali di questo tipo.
Le coccinelle, in generale, hanno molti significati simbolici. Nello specifico di quella gialla, si parla di fonte di energia solare e ispirazione creativa, un invito all’ottimismo e alla riscoperta della gioia, ma anche all’accettazione del cambiamento. Tutto va e tutto viene, verrebbe da dire, non dimenticando di dover essere grati all’insegnamento delle esperienze pregresse e di essere umili e pronti ad abbracciare le nuove. In definitiva, queste simbologie sono le stesse che accompagnano i cammini, modernamente chiamati trekking e quindi qualcosa di sportivo. Ma non si può dimenticare che l’essenza del camminare è “l’andare incontro”, tra meditazione e contemplazione, preghiera laica e silenziosa, rispetto e misura. Passo dopo passo, dimentichi della fatica, appagati dall’esserci, mai stanchi davvero perché la stanchezza è una finzione, è la povertà delle motivazioni. Dopo un po’, il coleottero ci lascia, torna nella sua natura. Noi, torniamo a percorrere i sentieri.
Sulla via del ritorno, una breve deviazione consente di visitare un’interessante e poco conosciuta emergenza: la Grotta della Margherita, un suggestivo romitorio ricavato nei calcari della montagna. Ci fermiamo, si consuma un pasto frugale nella forma ma non nella sostanza. Bere un sorso d’acqua immersi nella storia dei tempi e dei tanti viandanti è qualcosa che fa bene all’anima oltre che al fisico.
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