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venerdì, Marzo 13, 2026
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Un viaggio tra note e memoria: l’omaggio a Gino Paoli e Ornella Vanoni al Concordia di San Benedetto

di ROSITA SPINOZZI –

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Al Teatro Concordia, mercoledì 10 settembre, si respirava l’aria delle grandi occasioni. La sala, colma in ogni ordine di posto, sembrava trattenere il respiro nell’attesa di un viaggio tra ricordi e melodie. Sul filo della musica il tempo si è piegato, riportando in vita le emozioni di due giganti della canzone italiana, Ornella Vanoni e Gino Paoli, celebrati come miti viventi a pochi giorni dal loro novantunesimo compleanno. Lo spettacolo dell’Associazione VisionAria Aps , dal titolo evocativo “Non m’importa della luna. Il pittore, la dea e un pianoforte”, ha preso forma come un racconto musicale e teatrale, in cui ogni canzone era un frammento di memoria, un tassello di storia condivisa. Francesco Tranquilli e Stefania Rosati hanno dato voce a diciotto brani, noti e meno noti, senza mai imitare ma restituendo con delicatezza l’essenza di quelle melodie immortali. Accanto a loro, il pianoforte del M° Italo Bruni, ideatore della serata, ha tessuto atmosfere intime e vibranti, con arrangiamenti capaci di sorprendere e commuovere. Tranquilli – comprensibilmente emozionato per questa avventura canora che, complice le avversità climatiche, lo hanno portato sull’autorevole palco del Concordia al posto dell’ariosa cornice della Palazzina Azzurra – ha esordito dicendo di chiamarsi Gino e di stare per compiere 91 anni anche senza dimostrarli. E la serata è iniziata con un medley di “Senza fine” e “Il cielo in una stanza”, durante il quale l’incanto si è compiuto con l’ingresso di una magnifica Stefania Rosati che ha portato talento, professionalità ed eleganza all’intero spettacolo. In prima fila, una presenza molto importante: la cantante lirica ma anche pop Flavia La Pasta, maestra di canto, nonché vocal coach e consulente per la scelta dei pezzi da eseguire durante lo spettacolo; che ha deliziato i presenti salendo più volte sul palco per conversare con Tranquilli sulle tematiche esistenziali presenti nelle canzoni di Gino Paoli, in primis la tristezza. «Le canzoni tristi ci fanno bene perché ci purificano. Quando siamo abbattuti, cosa ci ripulisce il cuore più del pianto? Cosa ci dà la forza di ricominciare?». «La nostalgia è un’altra forma di tristezza. Il canto si esalta nella nostalgia, nel ricordo, nell’assenza. Quando ti manca qualcosa o qualcuno, che puoi fare di meglio che cantare?». Flavia ha così creato un ponte tra passato e presente, dando interessanti spunti di riflessione tra una canzone e l’altra. Così abbiamo scoperto che Tranquilli (professore, attore, regista, scrittore, compositore) sa anche cantare ed ha un bellissimo timbro di voce pacato pronto a fare l’inchino al dirompente talento di Stefania Rosati: insieme ci hanno fatto sognare sulle note di “Io ti darò di più”, “Il cielo in una stanza”, “Parole d’amore” (il testo è nato da una poesia d’amore di Amanda, figlia di Paoli, scritta in terza media); “Perdono”, “Che cosa c’è”, “Una ragione di più”, “Vivere ancora”, “Averti addosso”, “Io come farò”, “Questa volta no”, “L’appuntamento”, “Matto e vigliacco”, “La gatta”, “sapore di sale”, “Io ci sarò”, “Tristezza per favore va’ via”, “Ti lascio una canzone”, E m’innamorerai”, “Una lunga storia d’amore”. Due le soprese della serata: il M° Italo Bruni che, oltre a suonare il pianoforte, ha anche cantato dimostrando di essere un artista completo e, nonostante la giovane età, in grado di affrontare anche i grandi palcoscenici. E l’anteprima assoluta del primo singolo di Flavia La Pasta, “Nati sbagliati”, che si è trasformata in un’emozione condivisa: un applauso lungo, caloroso, ha accompagnato quel debutto, come se il pubblico volesse farsi testimone e complice di una nuova, luminosa avventura artistica che sentiva forte l’esigenza di compiersi. Flavia è un talento puro, voce e carisma indiscutibili. Il suo singolo è splendido, idem il video. Sentiremo parlare di lei, così come sentiremo parlare di Stefania e di Italo. Di Tranquilli si parla già e, conoscendolo bene, sono certa che starà già progettando qualcosa di nuovo. La serata si è conclusa con una pioggia di applausi non solo per gli artisti sul palco, ma anche per ciò che hanno rappresentato, ovvero la memoria di una stagione irripetibile della musica italiana, la certezza che l’arte, quando è vera, non conosce età. Al Concordia non si è celebrato solo un concerto: si è vissuta una piccola magia, fatta di note, parole e silenzi che resteranno impressi a lungo nel cuore di chi c’era. Bravi tutti. Si torna a casa con l’animo rigenerato, serate come queste danno ragione a Ornella Vanoni: fanno sparire la tristezza. E non è cosa da poco.

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