di MARIA LENTI –
Giorgio Voltattorni M., “Così. Scritti sull’arte, gli artisti e altri animali”, Prefazione dell’autore, Venezia, Il Pozzo Nuovo 2025 –
Nessuno (artisti, personaggi vari, protagonisti di occasioni culturali, poeti) gli chiede di scrivere, ma Giorgio Voltattorni ne scrive: «…me lo chiede quell’altro me che crede di rubare un po’ di vita altrui scrivendone, io ridotto ad una specie di conte Vlad (…) che si alimenta del succo vitale che in giro riesce a suggere per prolungare la propria esistenza». Lascio a Giorgio Voltattorni, autore di Così. Scritti sull’arte, gli artisti e altri animali (2025), un volume di 276 pagine in cui sono raccolti pezzi usciti sui social o in luoghi diversi, le sue motivazioni. E, subito, invece dico: che fortuna che scriva. In questo suo libro, infatti, pittori, incisori, scrittori, artisti diversi, persone di salda presenza nel panorama culturale delle Marche, sono tuttora agenti vivi e formanti, nel passato più o meno recente, un tessuto nemmeno immaginabile per i profani o per chi, pur seguendo o essendo dentro i settori, per sintetizzare, creativi, non sa di tante belle figure nella nostra Regione, note, magari, più altrove che qui.
Da nord a sud, da San Benedetto del Tronto a Fabriano, da piccoli centri balza l’artista, il musicista in un festival di tutto respiro, il restauratore, l’amante di libri, lo stampatore, il cercatore di opere rare (come lo stesso Voltattorni, con uno sguardo acuto e attento anche per l’impianto urbanistico e certi stravolgimenti odierni di località bellissime), il passeggero-intenditore incontrato per strada o in una serata da flâneur interessato, ecc. Balzano tutti da una partenza interiore, con l’affettività di Giorgio Voltattorni volta a riconoscere il Maestro e i Maestri, entrando anche, da esperto quale è e direi da “innamorato” dell’arte, nei cunicoli della nascita di un’opera e della sua emersione, dall’impulso interiore ai materiali usati dall’autore per portarla a compimento. In aggiunta, notizie sulla vita, particolari sulle opere, informazioni preziose.
La parola si fa ironica e il giudizio velatamente sarcastico quando il “primo venuto”, con poco studio e ben scarsa tecnica o con strumenti inadeguati, ritiene di essere giunto al capolavoro artistico o letterario. Arte e Letteratura per il nostro scrittore sono Arte e Letteratura nella continuità, diversificata per sensibilità e risultati dai e nei tempi, della classicità e non nei conati, rovesciati in positività dalla critica, di certi artisti e di certe correnti del Novecento italiano. (La Transavanguardia non gli piace, proprio non gli piace). Guarda dentro la moda, dentro la riduzione a poca cosa delle parole: pertanto si fa pungente la sua scrittura di fronte alla banalità linguistica, al prosciugamento di significati complessi, allo stravolgimento semantico. (Un esempio lo scritto Borgo, borghi, borghetti & borghesi).
Ciò perché la lingua ha un senso, l’arte ha un senso, nella ricerca del senso della vita pur nella risposta che non verrà mai. Come ci dicono i Grandi, presenti peraltro in molte pinacoteche marchigiane (Urbino, Fermo, Ascoli) o in musei più piccoli in località diverse, o nelle chiese, nelle quali gli artisti, marchigiani appunto, presentati qui da Voltattorni, si sono stupiti per la prima volta e nutriti davanti a capolavori immortali. Come ci dicono gli scrittori nati in questa Regione e vissuti altrove (Volponi) ma mai lontani dalla propria prima formazione. In questo Così vivono (meglio ri-vivono), oltre alle città nominate, paesi, cittadine con la loro preziosa offerta: Monte Vidon Corrado, Ripatransone, Monterubbiano, Castignano, Castorano, Grottammare, …
E Giorgio Voltattorni porta ai lettori poeti: Giovanni Battista Evangelista da Marano (sec. XVI), Leopardi e De Signoribus, altri tirati fuori dalle carte dimenticate di critici frettolosi. E presenta Valeriano Trubbiani, Genti Taranxhiu, Andrea Pazienza, Giuseppe Pende, Paolo Annibali, Gianluigi Capriotti, Riccardo Lupo, Pericle Fazzini, Morandi e Leonardo Castellani, Nespolo, Licini, Giuseppe Alesiani, Roberto Stelluti, e tanti, tanti altri. E fa conoscere Ascanio Condivi, il biografo di Michelangelo, Alberto Cartuccia Cingolani, bravissimo pianista in erba, Liliana Lattanzi, nella cui cartolibreria Giorgio studente comprava colori e scambiava pensieri. Intuizioni, riflessioni, memoria e tutti i protagonisti – molti di più di quelli da me citati – vivono nella limpida scrittura di Giorgio Voltattorni in cui l’essenza dei “personaggi” (tra cui la dolce Ilaria del Carretto) è data e resa con la profondità di chi ascolta nel suo profondo la profondità dell’interlocutore facendola risuonare nelle fibre intime.
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