di GIAMPIETRO DE ANGELIS –
È molto interessante l’origine del termine trekking, deriva dal verbo inglese “to trek” che in italiano suona come viaggiare a lungo, ma anche cammino lento. Chiaramente non è la lentezza fisica, quanto metafisica. Il camminatore diventa un unicum, tra ambiente, storia e armonia. L’esperienza è immersiva, lasciando ai sensi la libertà di nuove interazioni che restano per sempre. I cammini escursionistici sono sempre un’esplorazione interiore: nell’incedere, passo su passo, il camminatore va ben oltre l’esercizio fisico. Ci sono percorsi che danno qualcosa in più, aggiungono cultura. È il caso del trekking organizzato recentemente da DinamicaMente Outdoor nel territorio di Acquasanta Terme, con punto di partenza nella frazione di Paggese e con Tonino Luciani, guida ambientale escursionistica, oltre che istruttore Nordic Walking. Camminare e tuffarsi nella storia è un’emozione unica. Il percorso è un’escursione di 11 km, non particolarmente impegnativi, ma quello che fa la differenza da altri è la percezione di camminare su un territorio vissuto, ricco di testimonianze storiche di rilievo, oltre che in una natura incontaminata tra paesaggi notevoli.
Paggese è un borgo medioevale con case che ancora mantengono le tipiche architetture dell’epoca, con iscrizioni e decorazioni molto ben conservate e soprattutto incanta con la Chiesa di San Lorenzo, edificata nel 1275 dai monaci di San Marco alle Vene. Ha un’unica navata con fonte battesimale in travertino, risalente al ‘400. Si può ammirare un magnifico trittico di Pietro Alemanno. La chiesa ha un’origine ancora più antica, se osserviamo che è stata eretta su una struttura precedente d’epoca romana. Il borgo, nel suo insieme, è considerato un vero museo aperto per l’infinità delle testimonianze, con le sue Pietre Parlanti, iscrizioni latine incise sui portali e sulle finestre delle case. Il cammino prosegue sulle pietre dell’antica Salaria, ovvero una mulattiera straordinariamente ben conservata, con un affaccio panoramico invidiabile e sculture in travertino lungo il percorso. Sculture che raccontano storia, tradizioni e mestieri.
Il percorso prevede il passaggio al Castello di Luco risalente al XV secolo con tracce di periodi ancora più antichi. Ha un’insolita, quanto sorprendente, forma ellittica e sorge su uno sperone roccioso di travertino. Lo sguardo non si stacca dagli infiniti dettagli, da quella singolarità architettonica così ben mantenuta. Il cammino segue poi i sentieri naturalistici, allontanandosi dal borgo e dalle testimonianze, addentrandosi tra faggeti e castagneti. Anticamente, i boschi di quest’area dei Monti della Laga erano considerati sacri. Percorrendoli lo si comprende, si ha “il sentore” di quel mistero ancestrale che avvolge l’unicità e la bellezza. L’ultima tappa, prima di tornare al punto di partenza, è l’antico mulino ad acqua di Piedicava, ancora funzionante e che il FAI ha inserito tra i “Luoghi del Cuore”. Il cammino di rientro, ripercorrendo all’inverso i luoghi già visitati, consente un ulteriore sguardo ma con una prospettiva e una luce diverse, donando alle proprie sensazioni qualche altra pennellata emotiva. C’è sempre spazio, in se stessi, per altre piacevoli suggestioni da annoverare tra i ricordi migliori.
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