di GINO TROLI *
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ho letto con grande attenzione e con una condivisione reale i molti aspetti della proposta di Piernicola Cocchiaro di puntare sulla vocazione artistica per rilanciare l’immagine di San Benedetto e definirne una identità che possa distinguerla da altre località della Riviera adriatica. (https://www.ilgraffio.online/2025/07/31/piernicola-cocchiaro-la-cultura-e-larte-salveranno-san-benedetto-dalla-crisi-turistica/). Questo tema, per chi avesse la pazienza di rileggere “lu Campanò”, giornale del Circolo dei Sambenedettesi che è online sul nostro sito (www.circolodeisambenedettesi.com) degli ultimi tre anni è un filo rosso che attraversa tutti gli articoli e la visione che il nostro sodalizio ha per la soluzione dei problemi della città che non raccorda più il suo passato con il suo futuro. Ci battiamo da sempre per la salvaguardia di luoghi e monumenti, molti voluti e realizzati dal Circolo stesso, che altrimenti sarebbero lasciati all’abbandono e non valorizzati.
Per ogni progetto di marketing su una identità che Cocchiaro definisce “Città di mare e d’Arte” occorre partire da una cura continua della civiltà marinara e dei suoi segni (ci siamo spesi per la salvaguardia delle case basse ma nulla è accaduto, ora ne esiste solo il ricordo), ma non vediamo nel corpo della città di oggi lo stesso amore e la mobilitazione per i valori storici del mondo marinaro. Quindi se non ci sarà questo tipo di sensibilità la prima parte dello slogan viene meno. Per la seconda riconosciamo i meriti di chi ha fatto del Molo Sud una passeggiata artistica di assoluta originalità con la creazione negli anni di una galleria all’aperto suggestiva e qualificante. Vogliamo anche ricordare che nel 1986 il Circolo dei Sambenedettesi realizzando il Monumento al Gabbiano Jonathan Livingston, oggi simbolo della città e sua immagine, aprì la strada ad una nuova concezione del porto come luogo vissuto e parte integrante del contesto urbano. Il Museo d’Arte sul Mare ha poi rafforzato questo percorso e si può dire che il Molo Sud ha ulteriormente contribuito alla offerta artistica descritta dall’Arch. Cocchiaro ovvero, ad oggi, 234 sculture sparse per San Benedetto.
Ora si deve passare alla piena valorizzazione di tutto questo a partire però da un punto fermo: la città natale di Andrea Pazienza (che il mare lo ha messo in tutti i suoi fumetti dedicati alla sua San Benedetto) se vuole puntare su mare e arte deve partire dal genio riconosciuto che ha rivoluzionato in Italia il racconto grafico giungendo alla piena consapevolezza dei sambenedettesi della grandezza di questa figura (la più grande in assoluto tra i sambenedettesi) come sta facendo Pescara dove però Andrea non è nato ma ha solo frequentato il Liceo Artistico. Inoltre, una domanda è d’obbligo: quale può essere il ruolo dei nostri musei che bisogna siano parte di questo percorso di civiltà marinara e arte che si congiungono? Questo apprezzabile progetto di Cocchiaro, dunque, deve passare per varie tappe che devono tener conto di un insieme di azioni di piena valorizzazione di ciò che abbiamo accumulato consapevolmente o inconsapevolmente e una chiara visione di quelli che sono gli obiettivi concreti da perseguire e le prospettive promozionali nei prossimi anni. Solo così, con un orizzonte chiaro e ben definito, si può andare oltre il brand e sostanziarlo di politiche culturali che veramente abbiano l’arte come scelta-guida della città intera. Non va dimenticato che a San Benedetto si sono contestati duramente artisti come Kostabi e Nespolo e le loro opere.
*Gino Troli, Presidente del Circolo dei Sambenedettesi
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