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sabato, Marzo 14, 2026
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“San Benedetto ieri e oggi”, la fotografia come strumento di lettura del patrimonio

di REDAZIONE –

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – All’Istituto di scuola primaria “Benedetto Caselli” si è appena concluso, con grande successo e coinvolgimento degli alunni, il laboratorio “San Benedetto ieri e oggi”. La fotografia come strumento di lettura del patrimonio, realizzato dalla dott.ssa Barbara Di Cretico per l’Università di Macerata. Le finalità consistevano nel far acquisire ai bambini il patrimonio culturale come identità e memoria in modo interdisciplinare, coinvolgendo arte, storia, comunità e senso civico. Il laboratorio è stato accolto con entusiasmo, l’unica remora per le insegnanti era che, dovendo parlare di patrimonio culturale, non tutti si sarebbero sentiti coinvolti, visto che alcuni alunni erano di altre nazionalità. Il risultato poi è andato oltre ogni aspettativa e ha rafforzato l’affiatamento tra gli studenti. Ognuno di loro in classe ha portato la propria esperienza raccontando le proprie tradizioni e ha compreso il significato di appartenenza al patrimonio culturale della città e di tutto il mondo che li circonda. Successivamente sono state fatte uscite sul territorio per vedere e fotografare come alcuni luoghi del patrimonio sambenedettese fossero cambiati nel tempo.

«Sapevo che parlare di patrimonio culturale poteva essere impegnativo per studenti della primaria, proprio per questo ho selezionato immagini, storie, che li coinvolgesse, emozionasse e spingesse a partecipare. – afferma Barbara Di Cretico – In questo la fotografia aiuta gli alunni a comprendere concetti anche molto complessi. Nella nostra società dell’immagine, in cui i bambini sono spesso vittime, formarli ad osservare e a guardare criticamente è molto importante. E soprattutto credo moltissimo nelle nuove generazioni». La dirigente e le insegnanti hanno subito accolto il progetto con grande apertura ed entusiasmo. E una volta terminato, visto l’interesse dei bambini e il valore delle lezioni hanno proposto di ripetere il laboratorio il prossimo anno, riservando molte più ore.

«Tale esperienza ha favorito negli alunni la consapevolezza di una definizione più ampia e articolata del concetto di patrimonio culturale, riferito ai beni materiali e immateriali del proprio territorio, comparati e confrontati in epoche diverse» le parole dell’insegnante Patrizia Novelli. Educare attraverso la fotografia significa, quindi, anche educare alla cittadinanza e alla sostenibilità culturale. Gli studenti, imparando a documentare i luoghi del proprio vissuto, sviluppano consapevolezza e senso di responsabilità nei confronti del loro ambiente. La fotografia, quindi, non è solo utile a documentare il patrimonio, ma diventa un mezzo con cui gli studenti possono creare una relazione personale e narrativa. Fotografare li spinge a interagire attivamente con la realtà: osservare, selezionare, inquadrare esprime un’operazione di interpretazione approfondita del bene culturale.

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