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San Benedetto del Tronto
venerdì, Marzo 13, 2026
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30° Incontro Nazionale dei Teatri Invisibili, appuntamenti a San Benedetto e Grottammare

GIOVEDÌ 17 OTTOBRE
San Benedetto del Tronto | Teatro Concordia h 21
Niccolò Fettarappa
Lorenzo Guerrieri
LA SPARANOIA

VENERDÌ 18 OTTOBRE
San Benedetto del Tronto | Teatro Concordia h 21
Rovine Circolari
LETTERA 22-CORTOCIRCUITO OLIVETTI

GIOVEDÌ 24 OTTOBRE
San Benedetto del Tronto | Teatro Concordia h 21
(Permàr Compagnia) Mario Perrotta
ODISSEA

VENERDÌ 25 OTTOBRE
Grottammare | Teatro delle Energie h 21
Proscenio Teatro
PERSONOLOGY

SABATO 26 OTTOBRE
Grottammare | Sala Kursaal h 18,
Teatri Invisibili
30 ANNI DI INVISIBILI
FESTA TEATRALE

DOMENICA 10 NOVEMBRE
San Benedetto del Tronto | Teatro dell’Olmo h 18
GLI ASPARAGI E L’IMMORTALITÀ DELL’ANIMA
LABORATORIO TEATRALE RE NUDO

INFO E BIGLIETTI

Biglietto 10 euro
Prevendita presso i punti vendita AMAT/Vivaticket e on-line su www.vivaticket.com
I biglietti saranno in vendita anche presso il Teatro Concordia, il Teatro delle Energie, il Teatro San Filippo Neri e il Teatro dell’Olmo prima degli spettacoli

Informazioni
AMAT
tel. 071.2072439 (lunedì – venerdì h 10-16)
Laboratorio Teatrale Re Nudo
tel. 347 7555404 – 340 6490905 (h 16 – 20)
teatriinvisibili.wordpress.com
facebook teatriinvisibili

PROGRAMMA DETTAGLIATO

La sparanoia
Atto unico senza feriti gravi purtroppo
Giovedì 17 ottobre ore 21 Teatro Concordia
durata 75 min
progetto ideato e scritto da Niccolò Fettarappa
con Niccolò Fettarappa, Lorenzo Guerrieri
collaborazione artistica Christian Raimo regia Niccolò Fettarappa, Lorenzo Guerrieri assistente alla regia Giulia Bartolini (foto Laura Farneti) produzione Sardegna Teatro e Agidi

“È un incendiario e ha sonno”
Giorgio Manganelli, Centuria
Non ci sono buone notizie. La Sinistra è defunta ed è meglio così. I fumogeni sono banditi. Il Ministro alle Politiche Giovanili sogna di divorare gli studenti che manifestano. I giovani, addomesticati, non trovano più il piacere di delinquere: vivono a casa, perimetrati da un metro quadro e con l’ossessione dei lavaggi delicati. Il compagno Niccolò si innamora di colonnelli e programma orgasmi in caserma. A fargli da spalla, un Fidel Castro che vive a Miami e preferisce gli scaldabagni alla rivoluzione. Niccolò coltiva la missione civile di far esplodere tutto: vorrebbe uscire di casa, mettere una bomba, organizzare un nucleo armato terrorista, portare l’attacco al culo dello Stato. Organizza un comitato di agitazione permanente con la terza età. Basta casa, basta riposini. Basta abuso delle tisane al finocchietto. La Sparanoia è il grido perforante che muore in gola, è la voce di chi non ha voce, è il megafono del ruggito addomesticato, della rabbia scolarizzata che ha imparato a dare del lei. La Sparanoia è il pianto dei serial killer narcolettici e dei bolscevichi da divano.
Felice repressione, a tutti. Dal profondo del cuore.

Niccolò Fettarappa Sandri (Roma, 1996), autore, attore e regista. Si laurea in filosofia, con una tesi su Theodor Adorno. Esordisce a teatro con Apocalisse Tascabile, di cui è autore, regista e interprete. Lo spettacolo vince prestigiosi premi, tra cui In-box 2021, il premio della critica al Nolo Fringe Festival, il premio delle giurie riunite a Direction Under 30, il premio Italia dei Visionari e gli vale la candidatura al Premio Rete Critica 2022. Con Apocalisse Tascabile inizia una tournée che lo porta in tutta Italia, raccogliendo entusiasti consensi di pubblico e critica. Durante il suo percorso artistico, studia con importanti nomi della scena teatrale contemporanea, come Daniele Timpano, Elvira Frosini, Daria Deflorian e Lucia Calamaro. È proprio Lucia Calamaro a selezionarlo per la prima edizione di Scritture, scuola di drammaturgia a più tappe. La Sparanoia è il suo secondo lavoro teatrale.

Rovine Circolari
22 – cortocircuito Olivetti
Venerdì 18 ottobre ore 21 Teatro Concordia
durata 55 min
ideazione Isabella Carloni drammaturgia e regia Isabella Carloni, Andrea Fazzini con Meri Bracalente, Isabella Carloni, Antonio Lovascio, Marco Vergati creazioni sonore Paolo Bragaglia, Francesco Savoretti costumi Stefania Cempini ph Viviana Falcioni

22 – cortocircuito Olivetti è ispirato alla figura di Adriano Olivetti, al suo pensiero visionario e alla sua sorprendente attualità, a un’idea diversa di sviluppo per il nostro presente, ai legami necessari tra economia e vita, tra materia e poesia. Il lavoro nasce da una lunga ricerca drammaturgica e dall’incontro e dalla frequentazione con il mondo produttivo, nella convinzione che il suo confronto con i territori dell’arte possa essere non solo profondo e proficuo, ma necessario. Adriano Olivetti lo aveva intuito e praticato molto tempo fa. Molti altri e altre nel tempo hanno esplorato vie analoghe, tra cui Simon Weil, Maria Montessori, Joyce Lussu, Danilo Dolci: viaggiatori su strade impervie e mai schematiche, anticipatori di quella necessità di incroci che è del nostro tempo. Un tempo ibrido dove il pensiero olivettiano è di casa: esso si muove infatti agilmente dentro la complessità, alla ricerca di un equilibrio tra mani e pensiero, tra cuore e necessità, tra bellezza e materialità, nella costante ricerca di un bene comune. Il numero 22 del titolo – in omaggio all’omonima macchina da scrivere Olivetti, la mitica Lettera 22 – si è rivelato una preziosa traccia drammaturgica. Le 21 lettere dell’alfabeto italiano + il grafema misterioso – che per noi è infinito (un otto sdraiato) – hanno guidato infatti fin dall’inizio la nostra ricerca: una sottotraccia alfabetica che tesse un percorso dove le trame del passato – quello di Olivetti ma anche della nostra cultura occidentale – smagliano, per accogliere i nostri bisogni presenti.

Rovine Circolari richiama il titolo del racconto di Borges che ha ispirato il nome dell’Associazione culturale, sorta nel 2010, con una spiccata vocazione per il teatro e i linguaggi artistici e performativi. L’associazione riunisce figure artistiche e professionali di grande qualità e rigore, che a partire da competenze artistiche e professionali diverse (teatro, canto, fotografia, psicanalisi, scrittura, video, poesia, musica) credono nell’arte e nel teatro come forma di evoluzione umana, etica e spirituale, nella valorizzazione culturale del territorio e di chi ci vive, nel valore sociale dell’arte, nella ricerca della bellezza e della relazione con l’altro. La direzione artistica dell’Associazione è affidata a Isabella Carloni.

Mario Perrotta
Odissea
Giovedì 24 ottobre ore 21 Teatro Concordia
durata 65 min
Scritto, diretto e interpretato da Mario Perrotta
musiche originali composte ed eseguite da Mario Arcari (clarinetto, oboe, percussioni) e Maurizio Pellizzari (chitarra, tromba)

«Questa sera mi affitto due musicisti, li porto nella piazza del paese e faccio il botto! Stasera succede un casino». Così entra in scena Telemaco – figlio di un Ulisse mai tornato – e comincia il suo spettacolo d’arte varia. Non risparmia nulla, a se stesso e agli altri: racconta, come sa e come può, la sua versione dei fatti. E ogni sentimento si fa carne viva sulla scena e diventa corpo, parole in musica, avanspettacolo, versi sciolti e danza, odissea a brandelli di un ragazzo che non sa tenere insieme i cocci di una storia – quella di suo padre – che non sta più in piedi. Per Telemaco il tempo dell’attesa è scaduto: è ora di fare spettacolo.
La mia Odissea
C’è un personaggio nell’Odissea che, da sempre, cattura la mia attenzione, un personaggio che molti non ricordano neanche: Telemaco. Ho provato a chiedere in giro e, difatti, molti ricordano il cane di Ulisse – Argo, mi pare… – ma non il figlio. Io, invece, ne ho sempre subito il fascino, perché la sua attesa è carica di suggestioni. Telemaco non ha ricordi di Ulisse, non l’ha mai visto, non sa come è fatto, non sa il suono della sua voce: per Telemaco, Ulisse è solo un racconto della gente. Ed è proprio questa assenza ad aprire infinite possibilità nei pensieri di Telemaco. Lui è l’unico personaggio dell’Odissea che può costruire un’immagine di Ulisse calibrata a suo piacimento. I pensieri di Telemaco, forse, sono l’unico luogo dove Ulisse può essere ancora un eroe. Ma gli eroi durano il tempo di un romanzo e questo Telemaco lo sa… È così che ho disancorato Telemaco dal tempo degli eroi e l’ho trascinato qui, nel ventunesimo secolo, avvilito da una madre reclusa in casa; assediato dalla gente del paese che, non sapendo che fare tutto il giorno al bar della piazza, mormora della sua “follia” e della sua famiglia mancata; circondato dal mare del Salento, invalicabile e affamato di vite umane. Solo così potevo immaginare un’odissea mia, contemporanea, solo portando la leggenda a noi, in questo nostro tempo così disarticolato e privo di certezze. E dunque si mescolano nella scrittura il mito e il quotidiano, Itaca e il Salento, i versi di Omero e il dialetto leccese, legati insieme da una partitura musicale rigorosa, pensata ed eseguita dai musicisti che mi accompagnano in questo lavoro e diventano anch’essi, con i loro molteplici strumenti, voci musicali del racconto.

Autore, attore e regista teatrale, Mario Perrotta è considerato una delle voci più significative del panorama teatrale italiano. Le sue drammaturgie dal forte impatto civile, da lui stesso dirette e interpretate in Italia, sono tradotte e messe in scena anche all’estero in diverse lingue. Finalista 12 volte agli Oscar del teatro italiano, i Premi Ubu, vince nel 2011, 2013, 2015 e 2022 come interprete, drammaturgo, e regista di progetti con centinaia di artisti coinvolti. Riceve, inoltre, altri prestigiosi riconoscimenti tra cui 3 Premi Hystrio, il Premio Nazionale della Critica, e dalla Presidenza del Consiglio e della Camera dei Deputati per “l’alto valore civile del testo e per la straordinaria interpretazione” per il progetto Cìncali – dedicato all’emigrazione italiana.

Proscenio Teatro
Personology
Venerdì 25 ottobre ore 21 Teatro delle Energie
durata 65 min
di e con Lorenzo Marziali, Sefano Tosoni

Due fratelli possono essere (e contenere) mondi ed universi diametralmente opposti, antitetici, discordanti e dissonanti, ma cosa accade se, per un accidente del destino, questi due micro-cosmi si ritrovano costretti, dopo secoli, in uno spazio-tempo emotivo angusto e ristretto? Due anime inquiete, due destini connessi seppur divergenti, tornano ad incrociarsi, svelarsi, denudarsi emotivamente perché nella loro estraneità si conoscono troppo bene per potersi mentire. Tra ironia e cinismo, sarcasmo e disperazione, due fratelli si raccontano e “ci” raccontano gli estremi e le idiosincrasie di questa società dove più che vivere, spesso ci si ritrova costretti a “sopravvivere”, ciascuno con le sue forze, ciascuno con i suoi metodi e le sue strategie, tanto indispensabili quanto folli e incomprensibili.

Proscenio Teatro nasce nel 2016 dall’incontro tra Stefano Tosoni e Marco Renzi e in pochi anni diviene punto di riferimento regionale per quanto concerne il teatro ragazzi, gli spettacoli e le stagioni di prosa e la pedagogia teatrale. Negli ultimi anni si aggiunge anche Lorenzo Marziali, come terzo socio e le attività della Compagnia si allargano a livello regionale, nazionale e anche internazionale. La compagnia, infatti, è riconosciuta e sostenuta sia dalla Regione Marche che della Comunità Europea (progetto Europa Creativa).

Teatri Invisibili
30 anni di Invisibili – Festa Teatrale
Sabato 26 ottobre ore 18 Sala Kursaal
con Andrea Cosentino, Sergio Capoferri, Pierfrancesco Giannangeli, Enrico Piergallini, Gilberto Santini, Pierluigi Tortora, Piergiorgio Cinì. (Paola Chiama…Troli, Rossi, Perazzoli), Stefania Evandro, Antonio Silvagni

«Per festeggiare a modo nostro la trentesima edizione dell’Incontro Nazionale dei Teatri Invisibili, abbiamo scelto un luogo storico per la rassegna, la Sala Kursaal: proprio qui, sin dai primi anni, prendeva vita lo “Spazio proposte”, un’occasione in più offerta a tutti coloro che, per un motivo o per un altro, non riuscivano a presentare i loro lavori in forma compiuta all’interno del festival; e proprio qui abbiamo visto molti fra quelli che ora sono grandi artisti affermati muovere i loro primi passi al di fuori dei loro territori ed avere la possibilità di far apprezzare il loro percorso creativo ad altri gruppi provenienti da tutta Italia. In mezz’ora (il tempo che ognuno aveva a disposizione) si mostrava un estratto di uno spettacolo in fieri, si parlava di un’idea da realizzare e per cui si cercavano aiuti e partner, si mettevano in mostra le proprie capacità creative a tutto tondo; insomma si viveva un Incontro entusiasmante che creava nuovi legami e rompeva l’isolamento a cui molte realtà (singole e di gruppo) erano costrette da un assurdo meccanismo di gestione e di distribuzione teatrale: un assalto in piena regola a quella cittadella del teatro che si era chiusa in se stessa e non consentiva alle nuove generazioni di entrare a farne parte. Talmente forte l’impatto di quella rivoluzione teatrale partita dal basso e del meccanismo dell’autoconvocazione che regolava l’accesso alla rassegna da far ritenere i Teatri Invisibili come il più significativo movimento teatrale del secondo Novecento, insieme a quello del Terzo Teatro (di barbiana memoria). Eugenio Barba, uno dei padri del teatro contemporaneo mondiale, riconoscendo il ruolo fondamentale degli Invisibili, decise di inviare a San Benedetto del Tronto uno degli orecchini ottenuti dalla fusione della targa d’oro del “Premio internazionale Luigi Pirandello” assegnatogli nel 1997. “Desidero regalare gli orecchini a coloro che in Australia, in Africa, in Asia, in Europa e nelle Americhe difendono i teatri del margine, da non confondere con i teatri marginali”: queste le emozionanti parole di Barba. Con il peso di una relativa maturità ma con lo stesso spirito indomito, siamo qui a dare vita a questa Festa, insieme ai più cari amici degli Invisibili, caratterizzata da brevi performance teatrali e da un momento conviviale finale, come da tradizione di questo viaggio trentennale. Senza dimenticare che proprio in questi giorni (per l’esattezza il 31 ottobre) ricorre il quarantennale della morte di Eduardo De Filippo, altra fonte inesauribile di ispirazione per molti dei teatranti che abbiamo visto in questi anni all’interno dell’Incontro».
SPONSOR cibo, vino
(Pierfrancesco Giannangeli è docente di Storia dello spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Insegna materie teatrali anche ai corsi della Scuola dell’Opera della Fondazione Teatro Comunale di Bologna. E’ autore di saggi e monografie, relatore a convegni, tavole rotonde e incontri su protagonisti e fenomeni dell’universo teatrale, membro in giurie di premi nazionali per la drammaturgia. Collabora con quotidiani, riviste specializzate e Rai RadioTre per le trasmissioni sul teatro ed è consulente della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi per i progetti di formazione del pubblico del teatro di prosa e d’opera.)

Laboratorio Teatrale Re Nudo
Gli asparagi e l’immortalità dell’anima
Domenica 10 novembre ore 18 Teatro dell’Olmo
durata 60 min
voci recitanti Chiara Bellabarba, Piergiorgio Cinì, Rosanna Listrani, Riccardo Massacci, Andrea Mondozzi, Roberta Sperantini fisarmonica Sergio Capoferri

Un percorso in forma di reading che vuole rendere omaggio ad Achille Campanile, grandissimo umorista ed una delle penne più acute della cultura italiana del Novecento; un osservatore attento della realtà, che seppe trasformare in arguti aforismi e surreali testi per attori. A ciò va sommata la sua straordinaria capacità di lavorare sul non-senso e sul completo rovesciamento delle situazioni che, attraverso il procedimento dell’introduzione del surreale, da banali diventano esilaranti, conditi come sono di follia quotidiana. Come scrisse Geno Pampaloni “sotto la battuta pungeva la satira, la critica, ma era una critica così radicale che al tempo stesso appariva bonaria, polivalente, onnipresente e inafferrabile”. La narrazione scenica della serata si fonda su alcuni titoli celebri, quali Acqua minerale, Visita di condoglianze, La quercia del Tasso, La rivoluzione, Da capo, Tragedie in due battute.

Sergio Capoferri, fisarmonicista, cornista ed organettista, svolge dal 1973 attività concertistica in varie formazioni musicali in Italia e in vari paesi europei; le sue esibizioni spaziano tra musica classica, jazz e popolare. Ha fondato varie associazioni ed ensemble musicali, svolgendo anche attività didattica presso vari istituti
Il Laboratorio Teatrale Re Nudo sin dal 1987, suo anno di nascita, funziona come centro di produzione, di ricerca e di formazione teatrale: la sua azione è stata sempre caratterizzata dalla volontà di dare vita ad un Teatro basato sull’essere e non sull’apparenza, sulla lealtà dei propositi e non sulla mistificazione. Re Nudo ha la sua casa al Teatro dell’Olmo di San Benedetto del Tronto. E’ tra i soci fondatori dell’Associazione Nazionale dei Teatri Invisibili e organizza ogni anno (dal 1995) l’Incontro Nazionale dei Teatri Invisibili

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