“Le cose dell’amore”, lectio di Galimberti a Sarnano per la rassegna “Non a Voce Sola”

di REDAZIONE –

SARNANO – Dopo un intenso appuntamento con Paolo Crepet sul concetto di “passione” e sull’accesso che questo importante sentimento da al Mercato della felicità, fil rouge della rassegna 2019, “Non a Voce Sola” continua il suo cammino incrociando il proprio percorso con il filosofo e sociologo Umberto Galimberti che, nella meravigliosa cornice delle Logge di via Roma a Sarnano, sabato 21 settembre alle ore 17.30, racconterà come secondo lui si entra al mercato della felicità, come le proprie impari forze possano nonostante tutto condurci là attraverso la multiforme forza dell’emotività, in un intervento dal titolo “Le cose dell’amore”.

Nato a Monza nel 1942, Umberto Galimberti è uno dei più noti filosofi e sociologi italiani. Laureatosi presso la Cattolica di Milano con il professore, filosofo e compositore Emanuele Severino con una tesi su Karl Jaspers, continua le sue ricerche filosofiche all’Università di Basilea, dove conosce di persona Jaspers, e dove decide di approfondire la ricerca sui legami tra filosofia e psicopatologia. Nel 1976 mette a frutto le sue ricerche interdisciplinari diventando professore prima di Antropologia Culturale e poi di Filosofia della Storia alla Ca’ Foscari di Venezia. Dal 2002 affina la sua ricerca a tutto campo tra filosofia, sociologia e psicologia negli insegnamenti di psicologia generale, psicologia dinamica e filosofia morale, sempre a Venezia. Negli anni divulga le sue ricerche sulla psiche umana e sulla sua ricerca di stabilità, felicità e distruzione con intensi articoli sui quotidiani Il Sole 24 Ore e La Repubblica, nonché con interessanti saggi quali I Paesaggi dell’animaL’ospite inquietante: il nichilismo e i giovaniLa casa di Psiche: dalla psicanalisi alla pratica filosofica, e Le cose dell’Amore.

Da questo saggio dedicato all’analisi dei vari componenti dell’amore come idealizzazione, desiderio, novità, malattia dell’anima, ricerca di stravolgimento, insicurezza e vera e propria follia che ricerca l’adrenalina nell’instabilità del cambiamento, Galimberti porta avanti le fila del discorso per Non a Voce Sola, cercando di capire la grande importanza che l’amore riveste nel portarci avanti alla ricerca della felicità. L’essere umano che conosce per la prima volta l’amore viene da esso sopraffatto, e da lì scatta la molla che lo porta a muoversi, febbricitante, piccolo e impotente verso il mercato della felicità, a mettersi in gioco ad armi impari per cambiare, per divenire degno dell’amato e conquistare il suo diritto a far parte del sentimento della felicità.

Il vicesindaco di Sarnano, Franco Ceregioli, ha accolto con queste parole il decimo appuntamento di “Non a Voce Sola” nella sua Sarnano: «É il secondo anno che “Non a Voce Sola” fa tappa nel nostro Comune, un appuntamento voluto con forza ed entusiasmo che ha sempre portato nella nostra città personalità autorevoli del mondo della cultura. Quest’anno avremo l’illustre filosofo Umberto Galimberti che con una lectio sicuramente accattivante come “Le cose dell’amore” vorrà analizzare il tanto discusso rapporto fra il femminile e il maschile, quale occasione migliore? Attendiamo con gioia la sua presenza che sarà motivo di confronto, di dialogo, di crescita».

Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha così definito la personalità di Umberto Galimberti e il suo irrinunciabile apporto al percorso della rassegna con le sue riflessioni su “Le cose dell’amore”: «Il fil rouge della Rassegna, “Al mercato della Felicità”, ribadisce la centralità del desiderio, dell’anelito di colei, colui che cerca. Un fil rouge per tutti coloro che si sentono viandanti, pellegrini, viaggiatori, desiderantes. Il viaggio è la grande metafora del cammino della vita, il viaggio come percorso di conoscenza. E nell’economia della felicità non potevano mancare “le cose dell’amore”. Il libro che coglie l’essenza dell’amore, dice il prof.Galimberti, è il Simposio di Platone, un libro che cattura l’essenza dell’amore nella sua indicibilità. E l’amore ha a che fare con la follia, l’amore è nel mezzo fra la follia e la ragione, ma ricordiamo sempre che ciò che ci contraddistingue è quel nucleo originario di follia che cerchiamo di tenere a freno con la ragione, la ragione fissa e determina i significati e liberà l’umanità dall’angoscia cioè dalla imprevedibilità degli accadimenti. Ma aspettiamo l’autorevole filosofo sarà lui a rendere chiaro ciò che spesso è oscuro».

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