L’educazione civica torna ad essere protagonista all’esame di maturità

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di GIUDITTA CASTELLI –

Dalla gattina lanciata dal secondo piano a Viareggio al fenomeno delle baby gang: torna l’educazione civica all’esame di maturità –

É di poche ore fa la notizia di una gattina lanciata l’ultimo giorno di scuola dal secondo piano dell’Istituto Piaggia di Viareggio. Non sono ancora stati individuati i responsabili di tale crudeltà. La gatta era la mascotte dell’istituto adottata qualche mese fa e accudita dal personale e dagli studenti. Un gesto di inciviltà, uno dei tanti che da nord a sud vede coinvolti minori. Intanto il Miur informa che all’orale di Maturità 2019 ci sarà l’Educazione Civica, indicata nei documenti ufficiali come “Cittadinanza e Costituzione” che comprende: l’organizzazione dello Stato e delle istituzioni, i diritti, le regole base della convivenza civile, l’educazione alla legalità, quella ambientale, quella alla salute e non un semplice sterile elenco di diritti e doveri del cittadino.  Una notizia che ha sollecitato negli adolescenti stupore. Ma non c’è da stupirsi visto la grave crisi in cui è caduto il processo di socializzazione. Continuiamo ad essere in Emergenza Educativa.

C’è stata una rottura nel circuito educativo: famiglia, scuola, società. Sembra ormai lontano il tempo dei buongiorno, mi scusi, per favore, grazie, prego passi pure. La precedenza alla persona più grande era d’obbligo così come cedere la propria sedia all’anziano. É trascorso un trentennio di “maleducazione” nonostante tutti gli sforzi compiuti dalla Scuola al fine di innescare negli alunni il “senso di responsabilità” e “il rispetto” anche nel dialogo fra generazioni. Proprio il senso di responsabilità e il rispetto sono caratteristiche essenziali per la salvaguardia di una società civile. Non sono innate ma vanno apprese fin dalla nascita. Compito questo spettante in primo luogo alle famiglie, poi alla scuola, infine a tutte le istituzioni e i cittadini.

I fenomeni di bullismo e di cyber bullismo, di atti vandalici compiuti dai più giovani, le risposte impertinenti, l’indifferenza, l’odio represso ed espresso violentemente, la crudeltà, non sono che il triste corollario di un fallimento educativo, culturale e politico. Vicende su vicende. Alla notizia del gesto crudele del lancio della gattina a Viareggio, va associato il lungo elenco di azioni devianti compiute dalle baby gang, da Nord a Sud d’Italia.
Se ne riportano alcune. É solo della settimana scorsa l’episodio accaduto in una scuola media di Piacenza dove sette studenti sono stati indagati per atti di bullismo nei confronti di una dodicenne, affetta da una malattia invalidante, loro compagna di classe. L’avevano presa di mira con insulti pesanti e quotidiani, arrivando a coinvolgerla in un gruppo su WhatsApp intitolato “Noi ti odiamo”. La vittima si è ammalata per l’ansia provocata dal comportamento del gruppo. L’accusa nei confronti dei giovanissimi è di violenza privata continuata, minacce e diffamazione ma i ragazzini non sono imputabili.

É di maggio il caso della baby gang formata da quattro minorenni della periferia di Bologna. Hanno fatto finta di offrire un po’ di marijuana a un ragazzo disabile e poi lo hanno immobilizzato e rapinato, per due volte.  É di aprile a Manduria quando otto persone, tra cui sei minori, della cosiddetta “comitiva degli orfanelli” sono stati fermati dagli agenti della Questura di Taranto, per il pestaggio di Antonio Stano, il pensionato di 65 anni morto il 23 aprile scorso dopo essere stato picchiato e bullizzato dalla baby gang. Marzo registra la vicenda dei ragazzi, tutti italiani tra i 16 e 17 anni, ritenuti protagonisti di undici episodi violenti avvenuti tra la città Milano e Abbiategrasso dal luglio al novembre 2018.
Per cinque di loro è stato disposto il carcere, gli altri andranno in comunità.  Il gip: “Agivano come un branco e con una precedente precisa pianificazione”. L’obiettivo non era il guadagno ma “per sopraffazione”.

Più Educazione alla Cittadinanza a scuola farà sicuramente bene, ma nel progetto di sensibilizzazione devono essere coinvolte le famiglie, altrimenti i buoni risultati del momento saranno annullati dalla strada e dal cattivo esempio.

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