di ROSITA SPINOZZI –
Aniello Desiderio, unanimemente riconosciuto tra i massimi interpreti mondiali della chitarra classica, ha offerto una prova di altissimo livello capace di coniugare virtuosismo, eleganza e profonda partecipazione emotiva. Presente in Sala anche un’opera dell’artista russa Janna Polienko –
ALTIDONA – Ci sono concerti che si ascoltano e concerti che si vivono. Poi ci sono artisti che suonano uno strumento e artisti che sembrano respirare attraverso di esso. Aniello Desiderio appartiene indubbiamente a questa seconda categoria, come ha dimostrato nel concerto “Tra passione e virtuosismo” che, sabato 30 maggio, ha conquistato il numeroso pubblico dell’Accademia Malibran, diretta da Rossella Marcantoni. Una serata di alto profilo artistico, nella quale il celebre chitarrista napoletano ha trasformato la musica in racconto, creando fin dalle prime note un’atmosfera sospesa, dove il tempo sembrava rallentare e ogni suono assumeva una forza espressiva capace di coinvolgere ed emozionare. Protagonista del sesto appuntamento della sedicesima edizione del Festival “Concerti Oro & Salotto Malibran”, Aniello Desiderio, unanimemente riconosciuto tra i massimi interpreti mondiali della chitarra classica, ha offerto una prova di altissimo livello capace di coniugare virtuosismo, eleganza e profonda partecipazione emotiva. L’aspetto che più ha colpito il pubblico non è stata soltanto la straordinaria padronanza tecnica, pur evidente in ogni passaggio, ma quella sorta di misteriosa simbiosi che lega Desiderio alla sua chitarra. Tra le sue mani, lo strumento sembra perdere la propria natura materiale per diventare una voce viva, un interlocutore privilegiato. Ne nasce un dialogo infinito di suoni, fatto di sfumature, respiri, accenti e silenzi, attraverso il quale l’artista pare ottenere esattamente ciò che desidera: un fraseggio che canta, sussurra, racconta e commuove.
La prima parte del concerto ha accompagnato il pubblico lungo un raffinato itinerario nella tradizione spagnola e latino-americana. Le pagine di Federico Moreno Torroba, Enrique Granados e Manuel María Ponce hanno rivelato tutta la ricchezza timbrica della chitarra, esaltata da un’interpretazione di grande sensibilità. Il lirismo delle melodie, la vivacità ritmica delle danze e la varietà dei colori sonori sono emersi con naturalezza, in un equilibrio tra rigore stilistico e libertà espressiva. La seconda parte ha aperto scenari ancora più suggestivi grazie a Verismo di Stephen Goss, affascinante raccolta di trascrizioni ispirate ai grandi maestri dell’opera italiana: Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Pietro Mascagni e Gioachino Rossini. Un omaggio che si è inserito perfettamente nello spirito dell’Accademia Malibran, dedicata alla memoria di Maria Malibran, leggendaria interprete del belcanto. In queste pagine Desiderio ha saputo restituire la teatralità, il pathos e la cantabilità del repertorio operistico, facendo emergere dalla chitarra sonorità sorprendenti e una notevole capacità narrativa. Ma non finisce qui, perché la serata ha accolto anche un “colloquio” ideale tra musica e arte figurativa: nell’elegante allestimento della Sala Colonna, infatti, era presente una suggestiva opera dell’artista russa Janna Polienko, a corollario visivo dell’evento. (Le sue opere sono attualmente in mostra nella personale “La poetica della natura”, visitabile dal 30 maggio all’8 giugno presso l’Atelier 21 a Grottazzolina).
Presentata da Alessandra Callarà del Team Malibran, la serata ha registrato una partecipazione calorosa e attenta. Il numeroso pubblico ha seguito ogni brano con coinvolgimento crescente, fino ad esplodere in lunghi applausi al termine del concerto. L’entusiasmo della sala si è tradotto in una insistente richiesta di bis, prontamente accolta dall’artista, che ha regalato un ulteriore momento di grande emozione. Una conclusione perfetta per una serata che ha confermato la vocazione dell’Accademia Malibran a proporre appuntamenti di assoluto prestigio internazionale. Al termine del concerto, artisti e spettatori si sono ritrovati nella Sala Malibran per un brindisi conviviale con i vini esclusivi “Cantatrice” e “Guarracino”, accompagnati dagli Amaretti della Valdaso, proseguendo in un clima di condivisione quell’armonia creata dal concerto. Scende così il sipario su un evento memorabile dove la musica, anche durante il tradizionale brindisi, ha continuato a risuonare idealmente come un’eco elegante della serata appena conclusa. Prosit!
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