Stelle di Natale, i nostri consigli per vederle prosperare a lungo

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di RAFFAELLA CIUFO –

Non è certamente facile prendersi cura dell’euphorbia pulcherrima – la più bella delle euforbie, così il nome botanico della Stella – perché è una pianta di origine tropicale, che diventa delicata e molto esigente di attenzioni nei nostri climi. In Messico e in tutto il Centroamerica – il suo ambiente selvatico naturale – prospera all’aperto in piena terra fino a raggiungere altezze di 4-5 metri. Ma nei nostri bei vasi natalizi diventa esigente, e tuttavia non dobbiamo subito pensare al cassonetto dei rifiuti non appena assistiamo tristemente alla sua apparente precoce defoliazione. Non è detto infatti che la nostra bella icona di Natale sia sicuramente morta. Se ha perso le foglie non in modo emorragico, ma le ha perse gradualmente, quasi certamente si tratta soltanto di una delle fasi del suo naturale ciclo vitale dopo la fioritura. Quindi, soprattutto se le sue radici sono in buona salute, potremmo concretamente ambire a vederla rifiorire dopo un anno, imparando a guardarla non più solo come un addobbo natalizio e assecondando le sue esigenze vitali.

Il peggior nemico della Stella di Natale è il freddo. Si raccomanda di coprire la pianta già in macchina, durante il trasporto verso casa dopo l’acquisto, se il clima è particolarmente rigido. Bisogna inoltre fare molta attenzione ad evitare correnti d’aria o bruschi abbassamenti della temperatura nell’ambiente in cui abbiamo posizionato in casa la nostra Stella. Parimenti, come potremmo invece sbagliare a pensare,  è controindicato il suo posizionamento vicino a fonti di calore. Il suo ambiente ideale ha una temperatura fra i 15 e 20° e l’aria non deve essere troppo secca.

La Stella ama inoltre la luce naturale, non diretta; ma non gradisce quella artificiale. Perché è una pianta brevi-diurna, ovvero con un suo ritmo “sonno-veglia” caratterizzato da giornate corte : 8 ore di luce naturale e poi vuole “dormire” e viene infastidita anche da nostre ripetute accensioni di luce transitando noi nell’ambiente in cui è stata posizionata. Il fattore luce è molto importante, in quanto sull’intensità e quantità di luce percepita la Stella regola i suoi ritmi di fotosintesi e fioritura, tanto che fiorisce appunto propriamente quando la luce nell’arco della giornata è inferiore alle 12 ore.

Le annaffiature devono essere moderate, evitando ristagni nel sottovaso, che potrebbero non solo far marcire le radici, ma anche favorire attacchi fungini. E la pianta non va mai annaffiata prima che il terriccio di superficie diventi ben asciutto. La sua concimazione è indicata soprattutto in autunno e in inverno, utilizzando prodotti contenenti fosforo e potassio.

Entro il mese di febbraio, quando la Stella avrà perso le brattee, cioè le sue foglie rosse, si procederà alla sua potatura, tagliando gli steli a circa 10 cm dal terriccio. Si consiglia di utilizzare i guanti durante questa operazione, perché il lattice che fuorisce dagli steli recisi potrebbe per alcune persone risultare urticante sulla pelle. Dal mese di aprile, la pianta potrà essere posizionata all’esterno, sempre proteggendola dalla luce diretta. Con il trascorrere dei mesi la si vedrà germogliare e via via infoltirsi e riprepararsi alla fioritura. In autunno, la si dovrà riportare in casa e possibilmente tenerla al buio, proprio per favorire la sua nuova gioiosa fioritura natalizia.

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