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sabato, Giugno 6, 2026
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Comitato Valore Sambenedettese: «Emergenza commercio al centro del confronto politico»

Pietro Canducci, portavoce del Comitato Valore Sambenedettese

di REDAZIONE –

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il dibattito politico cittadino entra nel vivo e mette al centro uno dei temi più urgenti: l’emergenza abitativa. Negli ultimi giorni il confronto si è intensificato attorno a una questione su cui il Comitato Valore Sambenedettese ha lavorato a lungo, riconoscendone la centralità per il futuro di San Benedetto del Tronto nel prossimo decennio. L’emergenza abitativa, tuttavia, non può essere osservata isolatamente. Essa incide profondamente sulla qualità del vivere urbano: quartieri abitati tutto l’anno favoriscono relazioni stabili, rafforzano il senso di comunità e alimentano quella rete di rapporti umani che dà vita agli spazi tra gli edifici. Al contrario, lo svuotamento progressivo della città genera fragilità sociali e perdita di identità. In questo scenario si inserisce un’altra criticità ormai evidente: la crisi del commercio. Un fenomeno nazionale che ha trovato piena manifestazione anche a San Benedetto del Tronto, dove il tessuto commerciale appare sempre più indebolito.

«Il tema della difesa e del rilancio del commercio deve necessariamente essere posto al centro del dibattito politico e dei programmi dei candidati che si contenderanno a breve la poltrona di Sindaco», afferma Pietro Canducci, portavoce del Comitato Valore Sambenedettese. «Non può essere sfiorato o trattato con superficialità. Non si tratta più di ordinaria amministrazione, come pulizia o arredo urbano. La crisi che sta investendo uno dei cuori pulsanti della città richiede interventi strutturali e strategie efficaci. In tutti i quartieri è sempre più evidente l’aumento dei negozi sfitti, spesso vuoti per mesi, e quando riaprono lo fanno prevalentemente con attività legate al food & beverage, settore ormai saturo. A questo si aggiunge un ulteriore segnale preoccupante: la chiusura di attività legate a grandi marchi che avevano scelto la città come vetrina. Se persino le grandi catene faticano a sostenere i costi, le difficoltà per piccoli imprenditori, artigiani e giovani risultano ancora più evidenti».

Affitti elevati, lavoro stagionale, costi di gestione sempre più alti e una città che vive pienamente solo per pochi mesi all’anno: elementi che, secondo il Comitato, dovrebbero scuotere profondamente il dibattito politico. «Noi cittadini, commercianti e piccoli imprenditori vogliamo sapere quali sono i piani per la rinascita del commercio sambenedettese» prosegue Canducci «Quali iniziative concrete e di lungo periodo intendono mettere in campo i candidati sindaci per risollevare un settore fondamentale per la nostra città?». Le domande restano molteplici: sono previsti incentivi per nuove attività? Esistono progetti per il riutilizzo dei locali sfitti? Si punterà su digitalizzazione e innovazione delle piccole imprese? E ancora: interventi di rigenerazione urbana, valorizzazione degli spazi pubblici, nuovi parcheggi o un potenziamento del trasporto pubblico?

Non meno rilevanti i temi della sicurezza e della concorrenza del commercio online. La creazione dei Centri Commerciali Naturali – già avviata in città – non appare sufficiente a rilanciare il settore. I negozi di quartiere restano infatti un presidio fondamentale: oltre il 60% dei cittadini li considera essenziali per la socialità e la cura degli spazi pubblici. La loro scomparsa rischia di impoverire i quartieri e ridurre il valore degli immobili. «Bisogna ridare dignità al commercio e ai commercianti, sia in sede fissa che mobile. – conclude Canducci – É necessario lavorare sodo per rendere commercialmente attrattive quelle zone, come ad esempio il lungomare, che sono scariche di vita commerciale perché legate unicamente al turismo estivo. La città deve tornare ad essere un punto di riferimento  per chi vuole investire e per quanti desiderano fare acquisti e sono disposti a spostarsi per raggiungere un luogo vitale 365 giorni l’anno. Ma anche per i sambenedettesi stessi che hanno il diritto di tornare a vivere a San Benedetto e trovare nel proprio quartiere quella miriade di attività che da sempre fanno parte della vita e della storia di ognuno di noi».

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