24.1 C
San Benedetto del Tronto
sabato, Giugno 6, 2026
Home Cultura e Spettacolo “La Casa delle Fate”, il film girato nel Piceno con la partecipazione...

“La Casa delle Fate”, il film girato nel Piceno con la partecipazione straordinaria di Alessandro Haber

di REDAZIONE –

Il regista ascolano Tibor Cecchini firma il suo primo film “La Casa delle Fate” con la partecipazione straordinaria dell’attore Alessandro Haber. La sceneggiatura è della scrittrice Giorgia Spurio su soggetto del musicista Marco Pietrzela –

ASCOLI PICENO – L’associazione di volontariato Egeria Odv, in collaborazione con la Compagnia teatrale “Il piccolo siparietto” e il Gruppo teatrale “Opera Show”, presenta un lavoro cinematografico tutto incentrato sul delicato tema del bullismo e del cyber-bullismo. “La Casa delle Fate” – sceneggiatura di Giorgia Spurio su soggetto di Marco Pietrzela – è una storia contemporanea che però affonda le radici nelle tradizioni del territorio Piceno e delle zone limitrofe coinvolgendo i comuni di Ascoli Piceno (Rosara), Ripatransone, Roccafluvione, Castignano, Sant’Egidio alla Vibrata. Una storia rivolta ai ragazzi delle scuole Secondarie di Primo grado ma anche ai più grandi, essendo concepita per affrontare tematiche complesse in modo solo apparentemente semplice. I temi trattati infatti, se approfonditi, possono dar luogo a riflessioni e dibattiti molto articolati e stimolanti. Il progetto vede la partecipazione dei volontari dell’associazione Egeria Odv (Alessio Aleandri, Laura Angeloni, Fabrizia Latini e Maristella Magli), del dronista Mattia Laurenzi, dei ragazzi della Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Omnicomprensivo “Primo Levi” di Sant’Egidio alla Vibrata-Ancarano, di attori locali con esperienza soprattutto nell’ambito teatrale e della partecipazione straordinaria del celebre attore Alessandro Haber che ha realizzato tantissimi successi del cinema italiano (“Il Ciclone”, “Per amore, solo per amore”, “I Laureati”, “Parenti serpenti”, “L’ultimo Capodanno”, “Fantozzi subisce ancora”, “Albakiara” e tanti altri).

Il film è firmato dal regista Tibor Cecchini. «“La Casa delle Fate” sta andando molto bene ed è un progetto a cui tengo tantissimo. Per me non è solo un film, ma un percorso fatto di lavoro, emozioni e crescita. Ho voluto affrontare il tema del bullismo perché è qualcosa di reale, che spesso viene sottovalutato, ma che lascia segni profondi.  – spiega Cecchini – Fare il regista è una responsabilità grande: devi avere una visione chiara, ma allo stesso tempo saper ascoltare tutti. E proprio questo film mi ha fatto capire quanto sia fondamentale il lavoro di squadra. Dietro quello che si vede sullo schermo c’è tantissimo: dalla scrittura delle scene e dei dialoghi, alle musiche che accompagnano le emozioni, fino al lavoro delle truccatrici, degli attori secondari e delle comparse, che danno vita a ogni scena. È stato davvero un lavoro di gruppo, anche grazie ai luoghi e alle persone che ci hanno ospitato e supportato. Con Mattia Laurenzi (dronista), ad esempio, c’è stata una grande sintonia: abbiamo condiviso fin da subito la stessa visione, anche nelle riprese più particolari e spettacolari. Una delle cose più belle per me è stata lavorare con ragazzi così giovani: portano una spontaneità e un’energia incredibile. Io ho quasi 30 anni, quindi riesco a stare un po’ nel mezzo, guidandoli ma anche capendoli, e questo ha creato un clima molto vero sul set».

«Lavorare con Alessandro Haber è qualcosa che ti mette alla prova, ma allo stesso tempo ti fa crescere tantissimo. – continua Cecchini – È una persona con una grande esperienza e una presenza incredibile sul set: anche solo osservandolo lavorare impari molto. Per me è stato un onore, ma anche una responsabilità, e porto via da questa collaborazione qualcosa che mi resterà sicuramente nel tempo. Il progetto è stato in gran parte volontario, e secondo me è proprio questo a dargli ancora più valore: tante persone hanno partecipato mettendoci passione e tempo, credendo davvero in quello che stavamo facendo. Il messaggio che voglio lasciare è semplice ma importante: nessuno deve sentirsi solo. Se anche una sola persona, guardando questo film, si sente capita o trova il coraggio di parlare, allora per me abbiamo già raggiunto il nostro obiettivo».

A dirigere gli attori Walter Galotto: «Con “La Casa delle Fate” mi sono inoltrato in una avventura davvero intrigante e curiosa. Per anni ho affidato la mia voglia di recitare al teatro, con adulti e bambini. Qui l’esperienza teatrale si è trasferita davanti ad una macchina da presa: esperienza diversa ma che assolutamente utilizza la formazione di anni sul palcoscenico. Oltre ad interpretare il ruolo del Professor Galli, insegnante molto vicino alla protagonista Giada, il mio compito è stato quello della direzione degli attori. Affidare i personaggi agli attori giusti è stata la cosa più entusiasmante, guidarli nel mondo del proprio soggetto è stato stimolante e divertente. Aver avuto l’occasione di essere da spalla ad un attore come Alessandro Haber è stato sicuramente importante professionalmente parlando. Il clima che si crea, l’entusiasmo e i messaggi che si vogliono mandare attraverso questa pellicola sono di certo gli ingredienti magici per un risultato che sono certo vi sorprenderà».

Ad affiancare Walter Galotto nella direzione degli attori anche Maria Grazia Isolini: «Un progetto davvero emozionante, coinvolgente, con un team di persone molto unito e giovani attrici esordienti che sanno davvero dare concretezza ai propri personaggi. Un’immersione tra sogno e realtà, misto di passione, sentimenti; luoghi scelti con scrupolosa attenzione per delineare, evidenziare e allo stesso tempo rafforzare l’intensità delle scene. La focalizzazione sulla vita della protagonista apre a tematiche davvero profonde ed attuali vissute purtroppo da tanti e tante giovani. Con “La Casa delle Fate” si cerca di dare la speranza proprio a questi giovani di credere ancora nei valori della vita, negli affetti e – perché no? -, anche giocare con la propria fantasia con la voglia di vivere la vita, per essere sempre curiosi di tutto ciò che circonda. Amarsi e rispettarsi principalmente per essere veri uomini e donne del futuro».

Due le giovanissime protagoniste del film: Francesca Galiè e Marta Galotto. «È stata un’esperienza artisticamente fantastica. – afferma Francesca Galiè – Mi ha fatto vivere in prima persona la realtà terribile del bullismo, un tema che coinvolge molti giovani e non. Ho provato emozioni che non dimenticherò mai, sono felice di aver fatto questa esperienza». Per Marta Galotto “Questa esperienza è stata un’occasione unica, divertente ma anche impegnativa e profonda. Un film che avvicina tantissimo il recitato alla realtà, per temi, emozioni e atmosfere”. Le musiche originali sono del compositore ascolano Marco Pietrzela Cauti: «A mio avviso le musiche in un film sono una parte molto importante e possono fare la differenza: usarle solo per sottolineare alcune immagini mi sembra piuttosto riduttivo. In questo film ho cercato di accompagnare con i suoni alcune situazioni specifiche senza tuttavia rinunciare all’aspetto artistico e al naturale fluire della melodia. Ho scritto le musiche in due momenti molto particolari ed importanti: la prima parte quando è nata mia figlia Cecilia, e la seconda parte quando è stata ricoverata in ospedale per una questione che fortunatamente ha avuto una felice risoluzione. Credo che questo abbia in parte influenzato la scrittura. Da grande Cecilia o amerà o odierà questi lavori».

Copyright©2026 Il Graffio, riproduzione riservata