di AMERICO MARCONI –
La ninfa Maja era la più anziana e la più bella di sette sorelle chiamate Pleiadi, figlie di Atlante e della ninfa Pleione. Maja generò da Zeus il figlio Hermes. Una leggenda racconta che dalla Frigia la nave di Maja con il figlio Gigante, ferito gravemente in battaglia, approdò alle coste abruzzesi. Per salvare il figlio la ninfa cercava un’erba miracolosa che nasceva sulle pendici del Gran Sasso. Ma il freddo e il gelo avevano inaridito la terra e fatto scomparire ogni forma di vita, perciò Gigante non curato morì. Maja piangendo lo seppellì in alto sulla montagna. Quando giunse la primavera con il suo tepore e la sua luce ricomparvero erbe e fiori, tra cui l’erba miracolosa. Fu allora che Maja impazzita dalla collera e dal dolore estirpò ogni filo d’erba e si gettò dalla cima di un’alta montagna vicina. In ricordo del suo sacrificio la montagna venne chiamata Majella e osservata dal cielo richiama i tratti di un corpo femminile con le braccia protese verso il mare. L’immagine del Gran Sasso – o meglio del Corno piccolo con la cima, la parete nord e la prima spalla – se guardata in verticale assomiglia al profilo di un gigante di pietra.

Ma la storia di Maja e Gigante s’intreccia con un’altra storia. Passato qualche giorno dal loro arrivo, giunse un’altra imbarcazione con l’innamorata di Gigante. Era una fanciulla bellissima che si mise alla ricerca dei due ma non riuscì a trovarli. Quando seppe della loro morte, straziata dal dolore, si richiuse in una profonda grotta, la Grotta del Cavallone, sulle pendici est del massiccio della Majella. E lì si addormentò, trasformandosi in una Fata. Ogni cento anni la Fata si sveglia e vestita di bianco avvicina un giovane pastore che conduce le sue pecore al pascolo su per il vallone. Il pastore quando vede la bionda Fata radiosa e sorridente le tende la mano. Lei lo conduce dentro la grotta e pieni di desiderio si uniscono in un lungo amplesso. Poi si addormentano entrambi: la Fata per risvegliarsi dopo cento anni, il pastore nel sonno definitivo della morte. Ma è stato scritto un altro finale: quando la Fata incontrerà un bel pastore che suonerà divinamente il flauto, si ameranno nella grotta che lei farà crollare. E rimarranno imprigionati nelle viscere della Majella, uniti per sempre nel loro amore.
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