“Domina”, il femmineo dantesco in scena al Teatro dell’Arancio di Grottammare

di REDAZIONE –

Un evento che anticipa per il 2021 il ricordo dei settecento anni dalla morte del sommo poeta Dante Alighieri. Si tratta di un’anteprima culturale in programma il 16 febbraio alle ore 17 al Teatro Arancio di Grottammare. Il titolo preannuncia il programma: “Domina. Lucevan li occhi suoi più che la stella”. Saranno presentati alcuni brani della Divina Commedia proposti da Giovanni Zamponi. Ad accompagnare la manifestazione sarà il Quartetto d’Archi “Ta Néa String Quartet”, con la partecipazione della giovane violinista Karya Hatunoglu. L’evento è proposto da Antonella Romoli, Presidente dell’Associazione Culturale Kothon di Grottammare, su un’idea di Stefania Pasquali responsabile del Laboratorio SpaziArte di Altidona. Due territori che si incontrano e che ben vengono rappresentati attraverso la lungimiranza delle due Amministrazioni comunali: Grottammare e Altidona per  un illustre personaggio della letteratura italiana  patrimonio dell’umanità come Dante Alighieri.

Le figure femminili che Dante incontra nel suo viaggio ultraterreno non sono molte. La caratteristica che le accomuna è la fragilità, ciò che invece le distingue è la loro presenza nei tre diversi regni che il poeta visita. Nell’Inferno, le figure femminili sono travolte dalla bufera e presentano sentimenti conflittuali così come nella vita sono state travolte dalla tempesta dei sensi. La prima è  Semiramide l’incestuosa. L’altra anima è quella di Didone, suicida per amore di Enea e che ruppe il giuramento di fedeltà fatto alla memoria del marito. In seguito Dante ci farà incontrare Cleopatra, nota regina d’Egitto ed Elena di Troia. In ultimo Francesca che va in  sposa a Gianciotto da Rimini, uomo zoppo e deforme. Ben presto però Francesca si innamorerà del cognato, Paolo e verrà uccisa dal marito che la sorprende con il fratello.

Nel Purgatorio invece, le anime accelerano il cammino di penitenza: Pia dei Tolomei, dolce e mite ed  uccisa dal marito. Nel Paradiso, infine, le anime ambiscono soltanto a raggiungere Dio come Piccarda Donati entrata in un convento di Clarisse e costretta a forza a sposarsi. Lo stesso destino di Piccarda toccherà anche a Costanza d’Altavilla che secondo una leggenda, sarebbe stata tratta con la forza, per ragioni dinastiche dal chiostro, e divenne madre di Federico II.  I soli due spiriti che il poeta individua in questo cielo sono appunto due donne. Tra il Purgatorio ed il Paradiso, Virgilio lascia Dante nelle mani di Beatrice che  in terra era stata la donna amata da Dante. Qui è soprattutto la maestra che guida e chiarisce i dubbi che insorgono al poeta. Altra figura femminile allegorica che il sommo poeta incontrerà nel cammino di ascesa, è la Povertà, di cui Santo Francesco è secondo sposo: suo primo matrimonio fu Gesù Cristo.

Per amore di Madonna Povertà l’umile Francesco rinuncia all’eredità dei beni paterni e si avvia ad una vita di sacrificio con la sua mistica sposa. Per nessuna delle femminilità incontrate, Dante, figlio del suo tempo, offre una descrizione fisica. Le poche storie che hanno per protagonista una figura di donna  lo hanno colpito profondamente. Esse appartengono a classi sociali medio alte, sono acculturate e rispettose. Se ne parlerà di alcune di loro,  ascoltando la declamazione che ne farà il prof. Giovanni Zamponi nella serata in programma. Un excursus letterario e storico da non perdere, allietato dalla musica del Quartetto d’Archi e dalla presenza della giovanissima violinista Karya Hatunoglu proveniente dalla Turchia e attualmente in Italia con un progetto di intercultura per l’apprendimento della nostra lingua italiana.

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