Aspettando Primavera. Pensieri in volo verso la nuova stagione

di ENRICA LOGGI –

Nasce la primavera dall’inverno, in fondo alle umide strade della notte. In fondo al mare che resuscita le stelle, nel petto degli uccelli amici dei crepuscoli. S’indora questo tempo in un grande passaggio: dalle fauci dell’inverno un gabbiano strappa la primavera. Le primule d’ogni colore rivelano un segreto amoroso, un soffio d’azzurro nel cielo che si placa, nel vento che scurisce in fondo al giorno. Spuntano come i fiori le fervide amicizie, gl’incontri verso sera. Ricordi all’improvviso i tempi di antiche saghe narrate ai fanciulli e ai vecchi, insieme a un fuoco che crepita. S’aprono al chiarore, al lume del giorno le finestre: gli occhi smarriti dei bambini, le canzoni sparse tra le note della loro infanzia. Si moltiplicano i colori delle nuvole che fuggono sopra il mare, e più a lungo mormorano le fragili onde. Il mattino da solo si traveste, nel cuore delle favole nascoste, nel verso degli uccelli sopra i rami, nella corsa delle stagioni, nei fianchi degli animali domestici, negli occhi imperiosi degli angeli che vigilano su questo tempo, quando il freddo non è ancora sparito dal sole che si disegna limpido in faccia alle lunghe strade. A questo nuovo chiarore apri le braccia, attendi dietro i vetri la comparsa di un incerto albore, di un tempo tremulo, forse dubbioso ma più felice.
Enrica Loggi
Foto di Roberto Tamburrini

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