Bufera in Cina per Dolce e Gabbana, lo spot della discordia

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di ELIANA NARCISI (ELIANA ENNE) –

Com’è possibile che una società come la D&G non abbia consulenti di marketing e social media management che possano evitare al duo creativo di usare i social come un adolescente in preda agli effetti della sua prima canna e collezionare una gaffe dietro l’altra? Succede che la nota casa di moda voglia entrare nel panorama cinese, uno dei più ambiti perché fra i più propensi a spendere (il mercato del lusso cinese vale complessivamente più di settanta miliardi di dollari). Organizza un’importante sfilata a Shanghai, per promuovere la quale gira una serie di video promozionali, da trasmettere per tutta la settimana a partire da lunedì. Protagonista: una giovane cinese ripresa mentre approccia la cucina tipica italiana. In perfetta linea con gli spot degli ultimi anni, che riproducono i peggiori stereotipi italiani tipo pizza-mafia-mandolino.

La ragazza inforca le classiche bacchette e tenta invano di tagliare una pizza margherita, quindi passa agli spaghetti e, dulcis in fundo, assaggia un gigantesco cannolo siciliano, mentre una voce fuori campo la sfotte “E’ troppo grande per te” e lei ride giuliva per il volgare doppio senso. Il tutto condito da musiche e decorazioni che riproducono gli stereotipi triti e ritriti attraverso i quali l’Occidente guardava un secolo fa all’Oriente. I video scatenano reazioni offese da parte dei cinesi, che nemmeno ventiquattro ore dopo ne cancellano la messa in onda.

Logica e buon senso vorrebbero che, a questo punto, si mettessero in moto i consulenti che invocavo poc’anzi. Invece no. Stefano Gabbana corre su Instagram, dove da qualche tempo dà il peggio di sé, deride personaggi dello spettacolo come Heather Parisi (“Ancora va in giro questa?”) o l’attrice Selena Gomez (“E’ grassa! E’ proprio brutta!”), con l’intento più o meno velato di scatenare contro di loro i cyber bulli. Stavolta inizia una chat memorabile con Diet Prada, l’account più temuto nel mondo della moda, perché denuncia plagi di marchi più o meno famosi e svela gli altarini degli stilisti. Definisce la Cina ignorante, mafiosa, una merda sporca e puzzolente, consapevole che questi suoi commenti verranno di lì a breve resi pubblici. E così accade. Il post di Diet Prada viene condiviso su Weibo (l’equivalente cinese di Twitter) e diventa virale. Scontate e inevitabili le reazioni. Attori, modelle e celebrità annullano la loro partecipazione e la sfilata a Shanghai viene cancellata.

Bisognerebbe ammettere con molta umiltà di aver sbagliato e organizzare qualcosa di notevole per rimediare. Niente di tutto questo. Con un post incredibilmente ridicolo, Gabbana dichiara che gli hanno hackerato l’account. Proprio come facevamo da ragazzini, quando a scuola venivamo beccati senza aver fatto i compiti e raccontavamo che era colpa del cane che aveva mangiato il quaderno. Peccato che i cinesi sono tante cose ma, contrariamente a quanto pensa lui, non sono stupidi. Infatti, per tutta risposta i prodotti della griffe italiana sono spariti da tutte le piattaforme di e-commerce e i negozi monomarca hanno abbassato le saracinesche (e sono ben venticinque in tutto il Paese a rischio chiusura definitiva). Iniziano, invece, a circolare video di cinesi che in casa usano maglie D&G per pulire bagni e pavimenti.

Arriva solo oggi, finalmente, un video di scuse ufficiali. I due stilisti appaiono seriamente provati, segno che il danno d’immagine e, dunque, economico, che stanno subendo a livello internazionale in queste ore è serio. Non ripetono la storiella del presunto attacco hacker (evviva) e ammettono di aver mancato di rispetto alla cultura cinese. Speriamo che la lezione sia servita e la crisi superata. E soprattutto, adesso toglietegli il telefonino!

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