31° Festival degli Appennini, i cori incantano il pubblico

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di REDAZIONE

MONTALTO DELLE MARCHE – Un pubblico numeroso, attento e qualificato, formato da alpini, appassionati, musicisti e direttori di coro, provenienti dai centri limitrofi, ma anche da quelli lontani come Atri, Teramo, Tolentino e Urbisaglia, ha apprezzato la 31^ edizione del Festival degli Appennini, manifestazione in grado di esprimere i grandi sentimenti legati ai canti della montagna, alpini e popolari. Nella serata del 19 maggio scorso, nella Cattedrale Santa Maria Assunta di Montalto Marche, i tre cori partecipanti hanno dato vita all’esecuzione dei canti popolari, dove ciascuna formazione ha dato il meglio di sè per un’edizione di alto livello musicale. Il Coro “La Cordata”, nella nuova divisa, ha affermato uno stile interpretativo che lo inserisce a pieno titolo nella coralità popolare nazionale, grazie anche al lavoro di recupero, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio di tramandazione orale che il M°Patrizio Paci sta conducendo con grande passione e professionalità. Nel coro montaltese hanno esordito ben cinque nuovi allievi. Particolarmente apprezzata dal pubblico l’impeccabile esecuzione del canto popolare toscano Che cos’è, brano decisamente impegnativo, armonizzato da Silvio Pedrotti. Il Coro “Voci in Valle” di Sedico (BL) ha cantato con grande espressività, intonazione e delicatezza un repertorio popolare vario e raffinato, rendendo omaggio al compositore Giancarlo Bregani per uno struggente Montagne addio. Il Coro “Monte Peller” di Cles (TN) ha proposto brani del repertorio tradizionale, facendosi apprezzare per impostazione vocale e interpretazione prettamente satiana, evidenziata in particolare nel canto Monte Canino di Luigi Pigarelli. Al termine della serata i tre cori uniti hanno eseguito Signore delle cime, La Montanara e Il Testamento del Capitano, cantato nell’ultima strofa in piedi da tutto il pubblico, per il tripudio finale.

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