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Città di Castello rende omaggio all’artista cuprense Nazzareno Tomassetti con il riconoscimento “La grazia della fragilità”

di REDAZIONE –

CUPRA MARITTIMA – A Città di Castello, presso la Pinacoteca Comunale sita nello storico Palazzo Vitelli alla Cannoniera, è in corso di svolgimento la mostra d’arte “La grazia della fragilità” dove si possono ammirare le opere di alcuni degli esponenti più significativi dell’Arte contemporanea italiana e internazionale, organizzata dalla Start Eventi di Roma. In esposizione c’è anche l’opera “Il Monaco” del M. Nazzareno Tomassetti. Nato il 10 ottobre del 2021 a Cupra Marittima e scomparso il 1 dicembre 2017, è stato tra i fondatori dell’Associazione culturale “L’Arca dei Folli” con i Maestri d’Arte Annunzia Fumagalli, Antonella Spinelli e il figlio Danilo. Al valore artistico e culturale della sua arte è stato conferito al Maestro Nazzareno Tomassetti il riconoscimento “La grazia della fragilità”, con la seguente motivazione: «Perché ha rappresentato il capitolo più brillante e fecondo della grande stagione scultorea italiana. L’alto linguaggio, romanico e moderno allo stesso tempo, unitamente ad una longeva carriera, lo hanno iscritto nella più alta compagine figurativa novecentesca».

L’attestato è stato consegnato agli eredi, di vita ed arte, dalla dott.ssa Stefania Pieralice, direttrice di Start Eventi di Roma, responsabile di due Padiglioni dell’America centrale alla Biennale di Venezia e della Triennale di Venezia, e da uno dei più autorevoli critici d’arte, il filosofo Conte Daniele Radini Tedeschi, autore di oltre trenta volumi di Storia dell’Arte, nonché ideatore dell’avanguardia paradisiaca. Noto per i suoi interventi critici in editoriali della stampa nazionale e internazionale, ha preso parte a molteplici eventi televisivi, fin dall’età di sei anni quando fu uno dei campioni del Programma “Scommettiamo che” di Fabrizio Frizzi dove gli veniva chiesto di riconoscere, solo attraverso alcuni particolari, quadri scelti tra migliaia di opere da lui memorizzati.

A ritirare il riconoscimento erano presenti la nipote dott.ssa Greta De Berardinis direttrice del Museo a lui intitolato, i figli dell’artista, Beatrice e Danilo, la pronipote Alice, la nuora Annunzia Fumagalli; i presenti hanno portato i saluti anche del resto della famiglia in particolare della mamma Anna Spina. Oltre al Maestro Nazzareno Tomassetti sono in esposizione  i Maestri Antonello Diodato Guardigli (Adgart) con l’opera “Fulcro tener vivo”, il messicano Fernando M.Diaz presente con la serie “Alamo” con la quale si affronta il tema dell’identità, l’italo-brasiliano Carlo Gasperoni e le sue opere “Cromie cangianti di Butterly e Fall”, l’austriaco Peter Nussbaum che con l’equilibrio di geometrie, colori e simbolismo similmente all’alchimista dell’anima, trasforma i colori in manifestazioni spirituali, Marco Bettocchi, Franco Carletti Silvana Landolfi, Liliana Scocco Cilla, Fedora Spinelli.

Nel suo intervento introduttivo la dott.ssa Stefania Pieralice, ha illustrato il senso della fragilità umana, paragonandolo al buio come quello infinito dell’universo, dove riusciamo a scorgere la luce di stelle ormai morte da tempo. Proprio grazie a questa luce si continua a percepire la presenza di ciò che non è più e così ogni cosa apparentemente scomparsa continua a mostrare la sua presenza. Durante il suo intervento il Prof. Daniele Radini Tedeschi si è interrogato sul significato dei termini “grazia” e “fragilità” spiegando come ciascun artista abbia interpretato in modo personale e intimo questo stato interiore. Partendo dal “tema” della mostra, il critico d’arte si è interrogato sul significato dei termini “grazia” e “fragilità” sostenendo che l’accezione di quest’ultimo viene interpretato spesso come debolezza e quindi con accezione negativa.

In realtà anche il suo contrario “assertività” non può avere accezione totalmente positiva indicando come sono nate da questo stato d’animo forme d’arte come il brutalismo o il realismo dei Paesi Sovietici. Nella fragilità il Prof. Radini Tedeschi riconosce quindi alla stessa una sorta di “simpatia umana” e di senso di protezione verso colui che, alle prese con le proprie debolezze, prende percorsi di vita fuorvianti e pericolosi. Parallelamente l’uomo assertivo sente il bisogno della grazia, perché sa che scegliendo sbaglierà e si troverà a dover giustificare anche l’ingiustificabile. Questo vuole essere il senso più profondo della mostra: tendere a quello stato di grazia al quale il pensiero umano non può arrivare, dove solo Dio o un Artista può trovarsi.

In chiusura della presentazione della mostra è stato invitato per un intervento personale Danilo Tomassetti, Presidente dell’Associazione culturale “Arca dei folli”, che ha illustrato ai presenti l’opera del padre, un uomo che nel corso della sua esistenza ha vissuto le fragilità umane legate in particolare alla vicenda tragica quale l’esperienza da deportato nei lager tedeschi. Lui però aveva la capacità di conoscere e riconoscere dentro sé stesso il dono della grazia, perdonandosi quella fragilità che lo contraddistingueva. Non conosceva la filosofia, ma percepiva la grazia che permea l’uomo e che lui ha rappresentato attraverso le sue opere, soprattutto attraverso gli sguardi dei suoi volti riuscendo così ad esprimere il pensiero filosofico di Emanuele Severino degli “Eterni”.

Alla presentazione della mostra in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Città di Castello, era presente l’assessore Letizia Guerri che ha portato ai presenti i saluti del sindaco Luca Secondi, e l’assessore alla cultura Michela Borghi. Entrambi sono stati invitati al Metropolitan Museum di New York per esporre lo stendardo comunale di Raffaello e opere del Maestro Burri. Tra i Consiglieri era presente Alessandra Forini che nel 2024, dopo aver visitato la mostra del Maestro d’Arte Annunzia Fumagalli e di Nazzareno Tomassetti “Divinessenze” organizzata a San Sepolcro da Giovanna Ricciarelli, ha voluto portare l’esposizione anche presso la Pinacoteca Civica tifernate dove le opere hanno trovato giusta collocazione nelle sale dedicate ai Maestri dell’Arte contemporanea. Proprio da quell’incontro, e in continuità con la precedente, è stata inserita l’Opera di Nazzareno Tomassetti a Città di Castello.

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