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lunedì, Luglio 13, 2026
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“Donne & Cromie” trasforma Paglià in una galleria d’arte, in mostra le opere di sei artiste abruzzesi

di REDAZIONE –

La mostra, a cura della giornalista Tiziana Capocasa, potrà essere visitata durante tutta l’estate. Lo storico dell’arte Andrea Viozzi: «Un autentico “simposio” nel quale tutti i sensi sono stati coinvolti in un grande convivio d’autore» – 

PAGLIARE DEL TRONTO – La pizzeria Paglià  diventa una quadreria d’arte moderna. Ha richiamato un folto pubblico di appassionati d’arte, collezionisti e curiosi  l’inaugurazione della mostra collettiva “Donne & Cromie”, svoltasi da Paglià, che ha riunito le opere più significative e recenti di ben sei artiste abruzzesi: Paola Celi, Simona Compagnoni,  Giordana Galli, Liliana Li Bergolis, in arte Lilly, Caterina Magaletta e Loredana Tosi, in arte Lorelay.Una mostra di rilievo,  a cura della giornalista Tiziana Capocasa, che si dipana attraverso 60 opere dislocate  nelle salette interne dell’elegante pizzeria e sulle pareti esterne trasformando “Paglià, pizza e fichi” in una galleria d’arte contemporanea. Il percorso  evidenzia, attraverso vari stili, la creatività delle donne e i loro messaggi contro la violenza di genere, sul riuso e sulla quotidianità indagata con prospettive differenti. Un percorso culturale carico di sensibilità, linguaggi e tecniche diverse affrontando temi legati all’identità femminile, alle pari opportunità, all’emancipazione. Il vernissage ha visto la qualificata  presenza dello storico dell’arte, professore Andrea Viozzi, con un intervento molto apprezzato dal pubblico. La mostra potrà essere visitata durante tutta l’estate, degustando le ottime proposte culinarie del locale, in procinto di aprire un nuovo punto di ristorazione al centro di Ascoli Piceno, denominato Rito con la possibilità di asporto, studiato fin nei minimi particolari con un packaging di valore  che si rifà alle opere d’arte presenti  nella Pinacoteca  e nelle chiese della città.

Di seguito viene riportato in modo integrale l’illuminante e poetico intervento del professore Viozzi  che ha incantato il pubblico presente : «L’idea di mangiare circondati da opere d’arte non è solo un piacere estetico ma è un vero e proprio “condimento cognitivo” che trasforma l’atto biologico del nutrimento in un’esperienza multisensoriale complessa. La serata di ieri, magicamente orchestrata dalla curatrice Tiziana Capocasa, era un autentico “simposio” nel quale tutti i sensi sono stati coinvolti in un grande convivio d’autore. Dire che l’arte è femmina non è solo una questione di genere grammaticale in italiano; è un concetto che attraversa i secoli, la mitologia e la psicologia della creazione. La serata ha celebrato l’estro creativo di sei artiste abruzzesi eterogenee nel loro linguaggio espressivo, declinato secondo i canoni della pop-art, del concettuale, del figurativo, dell”astrattismo, dell’espressionismo e della illustrazione onirica, ma legato da un filo che le rende tutte profondamente intrise di una energia cromatica esuberante che ben traspare nelle circa sessanta opere allestite all’interno del Ristorante Paglià trasformato per l’occasione in una quadreria d’arte moderna. Per secoli, le donne sono state il soggetto del colore. Tuttavia, quando le artiste hanno preso in mano la tavolozza, il colore è diventato uno strumento di autodeterminazione. Per loro, infatti, il colore significa affermare il loro Io artistico. Del resto l’universo femminile è, da sempre, il prisma attraverso cui la luce della storia, dell’arte e del pensiero si scompone in infiniti colori. Del resto le donne d’Abruzzo sono come i loro costumi: fatte di stoffe pesanti per resistere al gelo, ma illuminate da filigrane d’oro per ricordare a tutti che la bellezza è una forma di resistenza. In questa regione, infatti, la cromia femminile è un’estensione della geografia: il grigio della pietra della Majella, il verde dei boschi e l’azzurro intenso di un orizzonte tra cielo e mare».

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