di REDAZIONE –
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il decoro urbano non può più essere considerato un tema secondario o relegato a interventi occasionali. È questa la posizione espressa dal Comitato Valore Sambenedettese che, attraverso il portavoce Pietro Canducci, richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di trasformare la cura della città in una vera priorità politica e amministrativa. Per il Comitato il significato di decoro urbano e territoriale riguarda “quel complesso sistema di valori e atteggiamenti ritenuti confacenti al mantenimento, valorizzazione e rivitalizzazione dello spazio urbano e territoriale”, inteso non solo come luogo architettonico ma anche come realtà concreta di immediata fruizione per il cittadino. Valore Sambenedettese evidenzia inoltre come il decoro urbano, attraverso la cura degli spazi pubblici, renda le città più accoglienti, attraenti e piacevoli per cittadini e turisti. Aree curate e pulite, accompagnate da adeguata illuminazione e attenzione all’estetica, contribuiscono infatti a rafforzare l’identità e l’immagine del territorio, favorendo anche la crescita delle attività commerciali.
«É dovere della politica – afferma Pietro Canducci, portavoce del Comitato Valore Sambenedettese – mettere in agenda e tra le priorità questi temi, motivo per cui ci rivolgiamo agli attuali candidati sindaci e chiediamo loro che tipo di indirizzo programmatico si vuole dare per contrastare il degrado che si riscontra spesso nella nostra città». Le criticità segnalate dal Comitato riguardano la ancanza di illuminazione e black out frequenti in molti quartieri, sottopassi fatiscenti o impercorribili, il sistema di raccolta differenziata, strade colabrodo, assenza di cestini, aree verdi e parchi non sufficientemente curati e manutenuti, muri preda di writers e vandali, abbandono selvaggio di biciclette. «Si potrebbe continuare a lungo con un occhio rivolto anche al degrado in cui versano molti edifici su tutto il territorio cittadino, – continua Canducci – soprattutto lungo la statale. Le facciate, infatti, devono considerarsi la parte migliore della scena urbana, pertanto l’aspetto cromatico ed organizzativo complessivo insieme al disegno originario della stessa assumono primaria importanza nell’esaltare l’immagine della città».
«Rispetto a tutto questo la nuova Amministrazione guidata dal prossimo sindaco avrà il dovere di dare un indirizzo politico che metta il decoro al primo posto nel rilancio di San Benedetto del Tronto. Il degrado è un messaggio chiaro verso chi non conosce la città, verso i turisti, indica distanza, voglia di non coccolare chi ci visita e soprattutto è indice di mancanza di cura verso chi questa città la vive e la abita, verso chi decide di farci crescere i propri figli» continua Pietro Canducci, sottolineando che il decoro urbano passa inevitabilmente anche dal senso civico dei cittadini «Deve esserci un impegno da parte di chi governa ma anche di chi la vive: le due cose sono inscindibili e anche in questo la politica può e deve agire affinchè si “insegni” al cittadino, alle nuove e vecchie generazioni, che la cosa pubblica va rispettata e tenuta in buon conto così come si fa per la propria abitazione. Occorre, dunque, creare una cultura del decoro che deve necessariamente guidare una comunità, partendo soprattutto dalle scuole, dagli studenti, dai giovani: sindaco e cittadini sono chiamati a stipulare un patto di cittadinanza che deve sostanziarsi di accordi verbali e formali perchè tutti i sambenedettesi siano coinvolti nel garantire il decoro».
Per il Comitato Valore Sambenedettese “la politica dovrà costruire un progetto nel quale la nuova Amministrazione si impegnerà negli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria nei vari quartieri della città ma, allo stesso tempo, chiederà ai cittadini di modificare i comportamenti sbagliati che arrecano danni alla collettività: dall’errato conferimento dei rifiuti alla raccolta delle deiezioni canine, dai parcheggi selvaggi al rispetto delle panchine e degli arredi urbani, fino alla denuncia dei comportamenti sbagliati di altri cittadini”. Infine, conclude Canducci: «Il decoro nasce prima di tutto da una corretta progettazione degli spazi, dalla coerenza tra funzione e forma e deve essere inteso anche come qualità dello spazio pubblico in quanto bene comune capace di essere accessibile, inclusivo e realmente fruibile. Anche in questo caso San Benedetto mostra delle lacune perché spesso tende ad interviene inseguendo un’idea di abbellimento che aggiunge elementi senza interrogarsi sulla loro reale funzione».
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