di REDAZIONE –
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «San Benedetto non può continuare a inseguire modelli di sviluppo fondati sull’espansione edilizia e sul consumo di suolo incontrollato, mentre esistono aree dismesse, contenitori vuoti e spazi urbani da restituire alla città». Il candidato sindaco dell’area progressista Giorgio Fede interviene su uno dei temi centrali del programma elettorale, rilanciando una visione urbanistica fondata sulla rigenerazione e non sulla rendita. «Per troppi anni – afferma Fede – si è confuso l’interesse pubblico con l’interesse di pochi, inseguendo una logica in cui la cementificazione veniva raccontata come volano di crescita. Ma oggi è evidente che quel modello ha prodotto squilibri, consumo di territorio e aree abbandonate che sono diventate il simbolo di occasioni mancate». Per il candidato progressista occorre invertire radicalmente approccio: «Rigenerare non significa fare nuove colate di cemento, ma restituire funzioni, qualità e futuro agli spazi urbani esistenti. Significa recuperare il patrimonio edilizio inutilizzato, riqualificare i quartieri, valorizzare le aree degradate e riportare il pubblico ad avere un ruolo di guida nella pianificazione».
La proposta guarda a uno sviluppo che metta al centro manutenzione urbana, riuso, edilizia sociale, recupero delle aree dismesse e stop al consumo di suolo, in linea con una visione moderna di città. «San Benedetto – prosegue Fede – ha bisogno di ricucire ferite urbane, non di aprirne di nuove. Una città che continua ad espandersi mentre lascia vuoti e abbandono nel proprio tessuto è una città che smarrisce sé stessa». Il candidato richiama anche una questione di metodo: «Le scelte urbanistiche non possono essere il terreno di operazioni opache o di interessi particolari. Devono rispondere a una visione pubblica, trasparente e condivisa di futuro. Deve essere chiaro a tutti. Per noi la città non è e non sarà mai in vendita. Vogliamo passare dalla stagione della rendita a quella della rigenerazione, perché sviluppo non significa costruire di più, ma vivere meglio. Questa è l’idea di città che proponiamo: più qualità urbana, più verde, meno consumo di territorio, più futuro».
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