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sabato, Febbraio 7, 2026
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“Soffi di memoria” di Mascia Lanciotti in scena al Mercantini di Ripatransone

di ROSITA SPINOZZI –

“Soffi di memoria”, quando il teatro restituisce voce alle radici della terra. Lo spettacolo di Mascia Lanciotti fra teatro, danza e memoria contadina, in scena il 17 gennaio a Ripatransone –

RIPATRANSONE – Ci sono storie che non bussano alla porta, ma arrivano come un soffio leggero, portando con sé l’odore della terra, il rumore dei passi nei campi, il peso silenzioso dei sacrifici. “Soffi di memoria”, lo spettacolo di Mascia Lanciotti, è esattamente questo: un richiamo intimo e profondo a ciò che siamo stati, e dunque a ciò che siamo. In scena sabato 17 gennaio alle ore 21:15 al Teatro Mercantini di Ripatransone, lo spettacolo si presenta come un viaggio teatrale che profuma di terra e memoria, un attraversamento poetico del passato rurale e contadino che ha segnato intere generazioni. Tra oggetti dimenticati, parole che riaffiorano dal silenzio e gesti antichi, il racconto prende forma come una carezza alla memoria collettiva, capace di spolverare ricordi, riaccendere nostalgie e restituire voce a ciò che ha costruito il nostro ieri. “Soffi di memoria” non è solo teatro. È anche danza, corpo che ricorda, movimento che racconta ciò che spesso le parole non sanno dire. È un ritorno emotivo alle origini, un atto di ascolto verso un passato fatto di fatica, dignità e legami profondi con la terra. Alla base del lavoro di Mascia Lanciotti c’è una scelta chiara e necessaria: non dimenticare. «Il mio genere teatrale nasce dalle mie origini contadine, ma soprattutto dalla volontà di non dimenticare il passato e i sacrifici di chi prima di noi ci ha permesso di essere ciò che siamo ora. – spiega l’artista massignanese – Onorare il passato per apprezzare e rispettare il presente. Un bagaglio che ci portiamo dentro». Un bagaglio che, nello spettacolo, diventa patrimonio condiviso, memoria viva che si fa arte e incontro. A impreziosire la locandina, il dipinto di Giuseppe Alesiani, ulteriore segno di un dialogo tra linguaggio e sensibilità artistica. L’ingresso è libero, a conferma di una volontà inclusiva: la memoria appartiene a tutti, così come il bisogno di raccontarla. Un appuntamento da non perdere per chi crede che il teatro possa ancora essere un luogo di radici, ascolto e verità. Info: 0735/99329.

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