Massimo Cappetti: il suo ricordo attraverso l’arte, la storia e un premio

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di ROSITA SPINOZZI –

Fa bene al cuore sapere che Massimo Cappetti, artista e maître dell’Hotel Calabresi, adesso ha un premio dedicato alla sua memoria per iniziativa del Rotary Club di San Benedetto del Tronto. Ne parlavo giorni fa con il prof.Edoardo Vecchiola che, durante la cerimonia avvenuta presso l’Istituto Alberghiero Buscemi, ha avuto il piacere di ricordare la figura di Cappetti, il suo animo gentile, le sue doti artistiche. Entrambi abbiamo avuto il piacere di conoscere Massimo: Vecchiola lo ha avuto come allievo mentre la sottoscritta ha seguito da un punto di vista giornalistico i suoi primi passi nel mondo dell’arte. Autodidatta e da sempre appassionato di disegno, Massimo aveva una naturale predisposizione per i temi storici che, oltre ad abbracciare differenti epoche, erano il filo conduttore delle sue opere realizzate prevalentemente con le tecniche olio su tela, disegno a matita, fusaggine, sanguigna.

L’arte di Cappetti, infatti, spaziava dalle quadrighe romane ai galeoni, dalle corazze greche ai paesaggi epici, con una piacevole scelta dei colori ed un tratto semplice ma den delineato da cui traspariva il suo slancio emotivo nei confronti dell’opera che stava realizzando. Dipingeva il mare in tempesta, le nubi dense e scure, le onde che avviluppano i galeoni: gli eventi storici e di carattere sacro diventano veicolo di forte impatto visivo e di coinvolgimento emotivo. Alcune opere sono studi, omaggi ai grandi maestri del disegno e della pittura quali Leonardo, Raffaello, Caravaggio, Tiepolo, Bruegel, dai quali aveva appreso la luce, la plasticità delle forme e le sfumature varie.

Massimo si era avvicinato al mondo dell’arte grazie al padre Enzo che, essendo un insegnante, era riuscito trasmettergli la passione per gli avvenimenti accaduti nel corso della storia. Ascoltandolo, il giovane artista aveva avuto modo di conoscere in modo più approfondito diversi aneddoti, episodi, fatti, particolarità e racconti del passato, rimanendo affascinato anche dalla mitologia in generale. La prima personale di Cappetti, “Realtà antiche e mitologia”, risale all’agosto del 2009 ed ha avuto come scenario il loggiato della sede Pro Loco-Ufficio Iat di Acquaviva Picena. L’anno successivo le sue opere hanno conquistato anche il Punto Einaudi di San Benedetto del Tronto (“Sognando la Storia”) e negli anni seguenti altri luoghi espositivi, compresi l’Hotel Calabresi e la Palazzina Azzurra.

Era felice Massimo, la pittura gli procurava gioia. Diceva spesso che le sue opere erano ispirate ad eventi storici e mitologici, tematiche predilette con le quali riusciva ad esprimersi con più sentimento. Motivo per cui ogni mostra era per lui un’occasione importante per rendere omaggio agli insegnamenti di suo padre.  Amava molto la famiglia, i genitori Olga ed Enzo, i suoi fratelli. Così come ha tanto amato sua moglie Francesca e la bambina che è nata dal loro amore. Se n’è andato a 46 anni. In punta di piedi e con quell’eleganza che ha sempre caratterizzato la sua vita. Ho ancora nitido il ricordo del suo sorriso, il suo entusiasmo nei confronti dell’arte, la cortesia che ha sempre manifestato nel suo lavoro all’Hotel Calabresi dove era stimatissimo. Per questo, ripeto, fa bene al cuore sapere che la memoria di questo straordinario uomo, attraverso il premio che ne porta il  nome, raggiungerà nel tempo anche chi non lo ha conosciuto. Soprattutto i giovani, dal momento che verrà consegnato agli studenti più meritevoli. Ed ora Massimo che amava tanto la storia, è entrato a farne parte. Ma non di quella storia che leggiamo sui libri, bensì di quella memoria storica, tenace e autentica, che segna per sempre il vissuto delle persone.

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