San Benedetto, Ilenia Zedda vince il “Premio giovane promessa del panorama letterario italiano”

Margot Masci (Responsabile Ufficio Stampa & Eventi della DeA Planeta), Ilenia Zedda, Mimmo Minuto

di ELIANA NARCISI (ELIANA ENNE) –

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nella suggestiva cornice della Palazzina Azzurra si è svolta ieri sera, martedì 8 settembre, l’edizione 2020 del “Premio alla giovane promessa del panorama letterario italiano”, evento organizzato dall’associazione I Luoghi della scrittura con il patrocinio del Comune di San Benedetto del Tronto e condotto dal presidente Mimmo Minuto e dai membri del Comitato tecnico del Premio: Sonia Loffreda, Sonia Selvetti, Letizia Guidi, Elvira Pone, Mimma Tranquilli. La scelta quest’anno è ricaduta su Ilenia Zedda, che ha ottenuto l’unanimità dei voti con “Nàccheras” (ed. DeA Planeta).

Classe 1990, Ilenia Zedda è nata a Pozzomaggiore in provincia di Sassari, si è laureata in Tecniche di laboratorio biomedico alla Facoltà di Medicina di Cagliari e ha lavorato per quasi tre anni all’ospedale Brotzu fino a quando, nel 2014, ha risposto all’annuncio della Scuola Holden che metteva in palio borse di studio per aspiranti scrittori. Successivamente si è trasferita a Torino per inseguire la sua passione per i libri («mia madre dice che già all’età di due anni ho iniziato a leggere, riconoscevo perfettamente i cartelli e le insegne per strada»), si è diplomata alla Holden e ha iniziato a pubblicare racconti. “Nàccheras” è il suo primo romanzo e racconta la storia di Caterina, quattrodici anni, che tutti conoscono come la nipote della strega. Sua nonna infatti è “Maestro di bisso”, l’ultima rimasta a tenere viva la tradizione della tessitura del bisso, una preziosa seta che cresce nei fondali marini all’interno di una enorme conchiglia. Il destino di Caterina è diventare a sua volta Maestro e difatti si esercita in quest’arte per ore, sotto gli occhi innamorati del timido Francesco, insieme al quale si troverà a prendere una decisione importante quando un giorno tra gli scogli emergerà un cadavere.

Questa la motivazione del Premio: “Per la delicatezza con cui Ilenia Zedda è riuscita a condurre nel mondo arcaico e incontaminato della Sardegna di circa sessant’anni fa, in cui i riti iniziatici, misticismo e tradizioni, diventano il filo conduttore di una narrazione che a tratti si carica di mistero e sacralità. Per la cura dei dettagli su cui, come attraverso una lente d’ingrandimento, la giovane scrittrice focalizza la propria attenzione, senza però scalfire l’equilibrio narrativo. Per il modo in cui l’autrice ha saputo descrivere la nascita di un amore adolescenziale, che assume una connotazione universale divenendo incontro di anime, incarnazione della bellezza del mondo e rappresentazione  di quella luce interiore che rende coraggiosi, liberi dai condizionamenti e responsabili delle proprie scelte. Per la sua singolare capacità narrativa che sa avvalersi di registri linguistici diversi, efficace e pregnante nelle descrizioni, colloquiale e tinto di regionalismi nei dialoghi tra i personaggi, semplice, scarno e acerbo nelle conversazioni tra i due giovani protagonisti, ancora incapaci di usare tutte le potenzialità e le sfumature di un linguaggio che comunque riesce sempre a esprimere appieno sentimenti ed emozioni.”

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Il Comitato tecnico del Premio con l’autrice Ilenia Zedda, Mimmo Minuto e Silvio Venieri