Monsampolo, Marche Centro d’Arte e il Premio Mac

1337

di ROSITA SPINOZZI –

Il fascino dell’arte contemporanea e la bellezza del borgo di Monsampolo del Tronto sublimati in un progetto di alto valore culturale concretizzato nell’apertura del nuovo spazio espositivo Sala Ipogei “Galleria Marconi”, in via Fratelli Kennedy. È quanto propongono il Comune di Monsampolo del Tronto e Marche Centro d’Arte, dando vita ad una iniziativa di ampio respiro che – oltre a rientrare nello sviluppo del progetto del Sistema Museale Piceno teso alla valorizzazione del più vasto comprensorio comunale ed in particolare del vecchio incasato – si pone l’obiettivo di rivitalizzare il borgo con una serie di eventi collaterali che faranno da corollario alla mostra “Mangiare (IL) bene” a cura di Nikla Cingolani con le opere di Federica Amichetti, Karin Andersen, Attinia, Luca Bidoli, Daniele Camaioni, Giulia Corradetti, Peter De Boer, Armando Fanelli, PierFrancesco Gava, Carla Mattii, Sabrina Muzi. Questo e molto altro ancora rientra nell’ambizioso progetto Ventiquattro = uno, pensato per costruire idealmente il passaggio al nuovo spazio espositivo Spazi Ipogei “Galleria Marconi” sede delle attività di Marche Centro D’Arte. L’inaugurazione, avventuta il 20 gennaio, ha visto l’entusiasta partecipazione di un vasto pubblico che ha accolto con gioia il nuovo progetto e il “ritorno” della Galleria Marconi che, dopo aver chiuso i battenti a Cupra Marittima, rinasce a nuova vita in un paese che ha la fortuna di avere menti illuminate che credono nel valore dell’arte contemporanea in termini culturali e di promozione del territorio.

Entusiasta Lino Rosetti, presidente di Marche Centro D’Arte che ha in cantiere numerosi progetti da sviluppare nell’arco dei tre mesi che intercorrono tra una mostra e l’altra attraverso il format “Le arti si incontrano”, che metterà in relazione l’arte figurativa con altre realtà del territorio che si occupano di teatro, danza, musica ed altre forme d’arte. «La nostra idea? – spiega Rosetti – Pensiamo che sfregando tra di loro le arti possano dar vita ad una scintilla e creare qualche cosa di nuovo. Abbiamo già esperienza in questo settore e siamo certi che focalizzando nel migliore dei modi il progetto possano nascere buoni frutti. Il nostro obiettivo finale sarà il Premio Nazionale MAC – Monsampolo Arte Contemporanea, per il quale faremo attività mirata ad una ricerca per far emergere “novelli Michelangelo” e portare nuovi artisti sul territorio».

La collettiva “Mangiare (IL) bene” è visitabile fino al 15 aprile. Orari di apertura: venerdì, sabato, domenica dalle 16 alle 19. Martedì, mercoledì, giovedì rivolgersi al Servizio Cultura del Comune di Monsampolo del Tronto (orario 9-13), tel.0735/704116 int.7 . «Il cibo è un bene comune che riveste un ruolo di primaria importanza nella nostra vita quotidiana come fonte di nutrimento, strumento di aggregazione sociale e di piacere, protagonista di pratiche rituali, indicatore di ogni stile di vita» spiega Nikla Cingolani «Per questo l’Arte diventa strumento ideale per veicolare ogni attributo di valore riconosciuto a livello universale». Il progetto “Mangiare (IL) Bene” – ideato dalla curatrice in occasione di Expo 2015 – a Monsapolo viene riproposto, riattualizzato e ripensato, per riprendere un percorso che nasce e si estrinseca dalla simbiosi di linguaggi artistici e culturali.

Magnifica la selezione di sculture dell’artista Franco Anzelmo installata all’esterno della Galleria Opere che, come spiega il critico d’arte Dario Ciferri, “si concentrano su delicati equilibrismi, fisici, psicologici e/o ideali. Sospese e sorprese in un attimo di stupore, di osservazione o di ricerca, si reggono sul delicato equilibrio tra esterno ed interno, tra terra e cielo, in un percorso complesso ma suggestivo”. Altrettanto degne di nota le sculture di di Josephine Sassu, esposte nel Museo della Cripta, che ci raccontano la precarietà dell’esistenza. «Nei suoi interventi artistici – spiega Anna Rita Chioccia – il tempo della durata è continuamente messo alla prova. I lavori mostrano un mondo sempre in uno stato di catastrofe permanente, sull’orlo di una fine definitiva».

Copyright©2019 Il Graffio, riproduzione riservata

Galleria Fotografica di ©Umberto Candiani