Il presepe di Angela Piotti, quando la creatività stupisce poeticamente

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di ENRICA LOGGI –

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il presepe di Angela Piotti è una singolare trasfigurazione del pellegrinaggio verso la Natività. Per realizzarla l’autrice ha dato fondo a un’amabile fantasia, che trasforma le sagome dei pastori e tutti gli oggetti presenti in accenti votivi animati da una forte e tremula fede.  Il presepe si distende sopra un lungo manto rosso costeggiato da piccole luci. L’antica Storia si disegna adoperando materiali di eccezionale semplicità. In questo caso, dei pezzi di pane a modellare i corpi delle figurine oranti, con grissini a simularne le braccia: il pane come elemento estremamente simbolico ed eloquente. Alla sommità dei panini, dei volti ricavati dalla mollica modellata, adorna di colori semplici e audaci che pronunciano la loro votività accompagnandosi man mano lungo il percorso verso la Capanna. Questa è costituita da una semplice scatola ricoperta da fette di pane e ornata da una cometa di tessuto e carta luccicante.
Il tutto consegna l’amore per le cose da nulla, la ricerca di un consenso celeste fatto di forme in meravigliata preghiera, immerse nei colori dei cappelli, delle sciarpe che coprono i personaggi intinti in questa inedita rappresentazione.
Non mancano, nella festosa rassegna, le sagome degli animali, innanzitutto delle pecorelle, ricavate anch’esse dal pane e ornate di ovatta a suggerire un manto nevoso. Altre creature sono un imperdibile musetto di volpe e un’anatra inaspettatissima a dare l’idea di un’eccezionale libertà creativa.
Tutto convive in quest’autentico sogno, dove si sporge una mano delicata e sapiente, querula e divertita, tenacemente innamorata di questa leggenda che il Natale traveste di luci, di piccoli lampi, di suggestioni, di attese.
Il Presepe si trova nella stanza d’ingresso della casa dove Angela, una ragazzina nonostante i suoi anni, alberga il suo cuore e le pareti sono ricoperte di oggetti artistici e quadri che immergono chi le visita in una sostanza umana, in un’atmosfera di grande, poetica sorpresa. Assistiamo ad un’Arte che va oltre ogni etichetta e ci trasporta da un’immanenza ad una lieve trascendenza a cui affidiamo la nostra visione.
Angela nel corso degli anni ha realizzato presepi sempre diversi, servendosi ogni volta di materiale povero, di stoffe colorate, di intensi cammini verso il disegno celeste che solleva lo sguardo di lei e il nostro in questa semplice ed immensa fiaba, in una garrula gioia che questa dolcissima signora ci mostra come un’occasione unica per rintracciare e sposare l’immenso tema dell’umiltà.
Enrica Loggi
Foto di Roberto Tamburrini

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