“Stille Nacht” è molto più di una canzone natalizia

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di ROSITA SPINOZZI –

È il canto di Natale più diffuso, tradotto in ben 140 lingue e inserito nel 2011 nell’elenco austriaco del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Il tempo si è fermato per “Stille Nacht”, che noi tutti conosciamo come “Astro del ciel”, una melodia che ci accompagna fin dalla più tenera età per arrivare ai nostri giorni in tutto il suo splendore, a dispetto dei “tormentoni musicali” passeggeri. “Stille Nacht”, infatti, nonostante abbia compiuto i suoi duecento anni, è ancora oggi attuale e continua a detenere il primato di canto natalizio più conosciuto e amato. Il testo della canzone è stato composto in occasione del Natale del 1816 da Joseph Mohr, vicario parrocchiale a Mariapfarr im Lungau, un piccolo paese nelle vicinanze di Salisburgo, mentre la melodia è arrivata due anni dopo, nel 1818. Mohr aveva 24 anni e nel suo cuore albergava il desiderio di comporre una poesia ispirata alla pace, e per la musica chiese aiuto all’organista e maestro di scuola Franz Gruber.

Il giovane vicario voleva una melodia semplice, tale da venire cantata a due voci con accompagnamento di coro e chitarra. E così fu. Mohr e Gruber la cantarono per primi, insieme, nella notte di Natale in presenza dei fedeli. L’organo, però, era guasto e i due decisero ugualmente di “esibirsi” per mantenere fede alla tradizione canora che ha sempre caratterizzato, in tutto il mondo, la notte di Natale. “Stille Nacht” entrò subito nel cuore dei fedeli, tanto da essere “adottata” anche in altre chiese di diverse città. Ed è così che nel 1822 fu suonata a Salisburgo, davanti al sovrano austriaco Francesco II, e allo zar Alessandro di Russia, mentre nel 1839 una versione fu intonata dai fratelli Rainer a New York. La prima traduzione in inglese, dal titolo “Silent night”, invece è opera del prete John Freeman Young e risale al 1859.

Il successo di questo canto è riuscito persino a varcare i confini austriaci, oltrepassando l’Oceano Atlantico. Un episodio emblematico: i soldati che si trovavano sul fronte occidentale in piena Prima Guerra Mondiale, il 24 dicembre 1914 deposero le armi per cantare le canzoni natalizie del proprio territorio di appartenenza, compresa “Stille Nacht”. In Italia “Astro del ciel” è un classico del Natale, non c’è evento in cui non venga intonata riportando le parole del testo italiano scritto nel 1937 dal prete bergamasco Angelo Meli. Una traduzione diversa dall’originale testo tedesco che, però, riesce a mantenere inalterato il suo messaggio di pace pervaso da una velata malinconia.

Numerose le interpretazioni, una per tutti quella di Bing Crosby, che rese questo canto di Natale uno dei singoli più venduti di tutti i tempi. Quest’anno, per celebrare il bicentenario della scrittura di “Stille Nacht”, l’Austria ha in programma per la Vigilia di Natale una serie di iniziative volte ad onorare i luoghi, la storia e soprattutto il significato profondo di questa canzone. Perché “Stille Nicht” è molto più di una semplice canzone, è l’emblema stesso della pace e delle festività vissute in modo sano e consapevole. Ecco il testo:

Astro del ciel,
pargol divin,
mite Agnello redentor,
tu che i vati da lungi sognar,
tu che angeliche voci annunziar
luce dona alle menti,
pace infondi nei cuor.
Astro del ciel,
pargol divin,
mite agnello redentor,
tu disceso a scontare l’error,
tu sol nato a parlare d’amor,
luce dona alle menti,
pace infondi nei cuor.
Astro del ciel,
pargol divin,
mite agnello redentor,
tu di stirpe regale decor
tu virgineo, mistico fior,
luce dona alle menti,
pace infondi nei cuor.

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