Mozart osè? Il trionfo dell’assurdo

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di ROSITA SPINOZZI –

Il trionfo dell’assurdo: Mozart fa scandalo e viene giudicato “troppo osè” per gli innocenti occhi e le pudiche orecchie degli studenti delle scuole medie. Tant’è che l’anteprima dell’opera buffa in due atti “Così fan tutte”,  messa in scena dalla Fondazione Lirica delle Marche al Ventidio Basso di Ascoli Piceno, è passata sotto il vaglio della censura degli insegnanti di tre scuole che hanno preferito evitare tale “scabrosa” visione ai loro alunni. Sconcerto e stupore generale, ovviamente. In primis da parte del regista Pier Luigi Pizzi (“non mi era mai capitato”) e del sindaco di Ascoli Guido Castelli (“meglio scoprire il sesso con Mozart che davanti ai siti porno, oggi facilmente accessibili”). La notizia oltre ad essere rimbalzata sui media ed essersi diffusa a macchia d’olio, è motivo di riflessione oltre che di ilarità, perché ai nostri tempi è davvero un paradosso “censurare” Mozart. La motivazione del dietrofront degli insegnanti pare sia stata la lunga durata dell’opera e il tema erotico intorno al quale ruota.

Il sottotitolo di “Così fan tutte” è “La scuola degli amanti”, sarà un tantino troppo licenzioso? Chissà. Gli insegnanti salgono in cattedra e dicono no, aprono gli occhi su Mozart e sono miopi di fronte al dilagare della pornografia. Dimenticano che esistono smatphone, social network e quant’altro, che i ragazzi di oggi sono scaltri e che dopotutto non è Mozart a metterli in pericolo o stimolare in loro fantasie morbose. E se anche così fosse, meglio Mozart della “spazzatura” a cui accedono ogni giorno attraverso programmi televisivi tutt’altro che educativi, parolacce diffuse in ogni dove, youtube, video porno, reality (alcuni andrebbero debellati come la peste). Invece no. Non ci si preoccupa del fatto che i giovano oggi abbiano libero accesso a tutto questo, che accedere alla visione di un video porno è facile come bere un bicchiere d’acqua. No, ci si preoccupa di Mozart che, onore al merito, ha dato vita ad un’opera buffa ancora oggi di estrema contemporaneità.

“Così fan tutte” è stata rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1790, oltre duecento anni fa, ed il tema che affronta è legato ai tradimenti e all’infedeltà. Non è certo un argomento per educande, ma il pregio di Mozart è quello di averlo trattato in modo poetico. Non c’è volgarità nelle due giovani che affittano una villetta a Positano per lo svago estivo, così come fanno sorridere i due ufficiali che le corteggiano e vogliono divertirsi facendo una scommessa sulla fedeltà delle due gaudenti fanciulle. L’opera di Mozart è semmai permeata da romanticismo e non da volgarità, pur affrontando un argomento “leggero”. Sorprende quindi, anche la richiesta che per assistere a questa opera buffa i ragazzi avrebbero dovuto essere accompagnati dai genitori. Quegli stessi ragazzi che poi, magari, restano soli davanti allo schermo di un computer o del cellulare, dove è frequente la possibilità di imbattersi in pericoli reali.

Mi riesce veramente difficile concepire Mozart “peccaminoso”, mentre mi riesce facile rilevare l’assurdità di una tale presa di posizione che sta veramente facendo cadere nel ridicolo chi ha posto il divieto alla visione di “Così fan tutte”, gioiello che rientra nella trilogia di opere buffe dopo “Le nozze di Figaro” e il “Don Giovanni”. Eccesso di zelo da parte dei docenti delle tre scuole? Mettiamola così, siamo clementi. Ma resta il fatto che è molto meglio “affidare” un giovane a Mozart, piuttosto che allo scempio della pornografia che dilaga sempre più. Pertanto massima solidarietà al regista Pier Luigi Pizzi che, comprensibilmente, è rimasto stupito dinanzi ad una così ingiustificata presa di posizione dei docenti.

In sintesi, come direbbe Shakespeare, molto rumore per nulla. Però ci rallegra sapere che l’anteprima dell’opera riservata alle scuole abbia visto la partecipazione di molti studenti, provenienti soprattutto dagli istituti superiori. Per la cronaca, “Così fan tutte” di Wolfgang Amadeus Mozart che andrà in scena, sabato 1 dicembre alle ore 20,30, al Teatro Ventidio Basso.

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