Lisciano nel lontano 1200 e i suoi francescani

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di GIAMPIETRO DE ANGELIS –

Il nostro territorio piceno, così ricco di storia e di personaggi che hanno lasciato un’impronta importante in ogni campo, è oltremodo sorprendente se pensiamo che ogni piccolo borgo, a ben cercare, ha qualcosa da raccontare. Scavando nelle informazioni e nei secoli troviamo tante caselle di un mosaico ben più ampio. Chi vive in Ascoli conoscerà bene “Lëscià”, ovvero Lisciano, piccola frazione di 150 abitanti, a sud del Tronto, a 450 metri di altitudine, guardando verso Colle San Marco. Prima di diventare frazione, poco più di 150 anni fa, Lisciano è stato comune autonomo con origini lontane, in epoca romana, con un una fortezza e un castello di cui si sono interessati personaggi come papa Leone IX e Federico Barbarossa concedendo, quest’ultimo, i diritti del castello al Vescovo Rinaldo. Risale a quel periodo, in piena epoca francescana, nel tardo medioevo, una fase in cui la vita riprende una certa rivincita su secoli più bui, la nascita di due bei personaggi.

Il primo è Guglielmo Divini, poeta che si conquista la stima dell’imperatore, tale da esser da lui nominato “re dei versi”. L’aspetto che però lo rende ancor più degno di nota è che il poeta diventa amico personale nientedimeno che di Francesco d’Assisi, già dalla prima ora, facendosi chiamare Fra Pacifico. Ora, se parliamo di lui, di un signore nato sulle colline di Ascoli, è per il contributo che ha dato ad una delle più belle opere della letteratura italiana delle origini. Sarà per la sua fama di poeta, sarà per la stretta amicizia con il santo, sembra ormai cosa certa, riportata dalle stesse fonti francescane, che Guglielmo, re dei versi, sia stato coautore del celebratissimo Cantico delle creature (detto anche Cantico di Frate Sole), considerato dagli storici il primo documento letterario in lingua italiana. E non sembri poca cosa!

La singolarità di questo piccolo paese sulle colline ascolane è che in quel periodo si ha un’altra nascita significativa. Quando Guglielmo, Fra Pacifico, è intorno ai 70 anni, nasce Girolamo Masci, conosciuto anche come Girolamo d’Ascoli. Anche lui, come il suo concittadino, sarà affascinato dalla figura di Francesco che, talaltro, era stato personalmente in Ascoli nelle sue predicazioni. Girolamo entra nell’ordine dei francescani senza incertezze ed inizia un lungo percorso che lo porterà ad essere Papa Niccolò IV, primo papa dell’Ordine francescano. Dalle porte di Ascoli alla Roma dei papi, senza mai dimenticare la sua terra e l’area marchigiana. Tralasciamo i dettagli della sua formazione e dei meriti, per così dire, istituzionali. Ci dovremmo addentrare su una storia complessa, articolata, contraddittoria e non sempre edificante che è quella che ha a che fare con il periodo delle crociate, i templari, le lotte integraliste all’eresia e all’inquisizione. Ci interessa capire per cosa merita di essere ricordato in altri ambiti, come quello culturale e filantropico.

Nel 1288, dona alla cattedrale di Ascoli Piceno uno splendido piviale (oggi è nella pinacoteca civica), di manifattura inglese e di gran valore. A Macerata dà avvio, nel 1290, ad una scuola di diritto che, di fatto, anticipa quella che diverrà l’Università degli Studi, una delle più antiche in Italia. Il ruolo delle Università sta particolarmente a cuore di Niccolò IV. Contribuisce ad aumentare il prestigio di quelle di Montpellier, Bologna e Parigi, valorizzando i titoli da loro concessi estendendone la validità in tutta la cristianità. La marchigiana città di Cagli deve a lui la ricostruzione dopo gli incendi dolosi che l’avevano distrutta pochi anni prima. Anche Orvieto ha motivo di essere grata a quel papa. La costruzione del suo straordinario duomo ha inizio per volontà di Niccolò IV.

Abbiamo solo sorvolato il profilo di due francescani del primo periodo, per dire come, anche in un piccolo borgo, in qualche modo passa la storia che conta, quella che lascia tracce, che muove situazioni che rimodellano frammenti del presente, creando le condizioni di un futuro che altrimenti sarebbe stato in parte diverso, nella cultura come nelle strategie politiche, nella spiritualità come nel sociale.

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